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24 agosto 2024

IL VERO SIGNIFICATO DI HARMAGHEDDON


 


Nella Bibbia, che è lo straordinario tempio divino della verità dello spirito, c'è una speciale stanza avvolta di mistero e di meraviglie che eccitano l'immaginazione facendo toccare altezze vertiginose ed inebriando il visitatore davanti alla grandezza del ritratto spirituale. Tale stanza è l'Apocalisse.

Il libro dell'Apocalisse appartiene ad un caratteristico filone letterario conosciuto come Apocalittico. Questa parola deriva dal termine greco "apo-calypsis" che significa "svelamento o rivelazione". Nel suo significato spirituale rappresenta la manifestazione dei misteri divini inaccessibili alla mente umana.

Questo tipo di letteratura si sviluppò particolarmente in seno alla cultura Ebraica nel periodo che va dal secondo secolo a.C. al secondo secolo d.C. Dopo il ritorno del popolo d'Israele dalla prigionia e dall'esilio babilonese iniziato nel 536 a.C., la situazione nell'ambiente politico e religioso fattasi difficile e critica, favorì in maniera determinante la nascita del pensiero apocalittico. Gli scrittori che si occuparono della disastrosa situazione degli ebrei. Intravidero e profetizzarono nei loro scritti, fortemente simbolici, l'imminente punizione dei persecutori di Israele e la vittoria finale del popolo di Dio.

Tra le innumerevoli e coinvolgenti immagini che l'Apocalisse propone, tra i molteplici e suggestivi simbolismi che questo libro presenta, quello di Harmaghedon spicca per l'ambiguità e la inquietudine che suscita. Harmaghedon: un nome che evoca sinistri presagi, un nome su cui molti gruppi religiosi hanno speculato in tempi recenti per incutere timore e apprensione.

Harmaghedon nella Bibbia

Har-maghedon è una frase ebraica che, letteralmente, significa: "monte di Maghedon". Il monte di Maghedon, non esiste nell'Antico Testamento. Quindi si è pensato di accostare Maghedon a Meghiddo, famoso luogo della storia ebraica. Meghiddo era una città posta in una pianura e il monte più vicino, il Carmelo, ne distava una decina di chilometri. Giovanni, allo scopo di presentare il luogo simbolico di una battaglia fondamentale ed importantissima, ricorre a Meghiddo dal momento che questo luogo fu teatro di episodi bellici fondamentali e decisivi nella storia del popolo ebraico.

  1. Vi si svolse la battaglia di Deborah a Barac contro i cananei di Iabin e Sisera; Dio fece arridere la vittoria agli Israeliti (Giudici 4 e 5).

  2. Fu in quella vallata, "verso la collina di Moreh", che i trecento guidati da Gedeone sbaragliarono e misero in fuga i Madianiti; altra vittoria procurata da Dio (Giudici 7:1).

  3. Fu sempre in quella vallata che trovarono la morte Saul e Gionathan (1Samuele 31:1-6); e ancora a Meghiddo morì, trafitto per ordine di Jehu, il re di Giuda Achazia, alleato di Joram d'Israele (2Re 9:27).

  4. Anche Yahashia (Giosia) combatté contro il Faraone Neco nella valle di Meghiddo, dove ebbe la peggio e rimase ucciso (2Re 23:29ss; 2Cronache 25:22). Questa si rivelò una battaglia decisiva per la storia, poiché, nonostante la sconfitta, Giosia fece perdere tempo prezioso al Faraone Neco che si era messo in marcia per recare aiuto all'Assiria attaccata da Babilonia. Fu proprio quel ritardo che consentì a Babilonia di sconfiggere l'esercito assiro, diventando così la potenza guida di tutto l'oriente.

Proprio per queste battaglie di notevole valenza storica pensiamo che Yah'ohanan (Giovanni) abbia simbolicamente usato il nome di quella località per descrivere una grande battaglia spirituale tra Satana e i figli di Eloah.

Giovanni parla sicuramente di un conflitto tra le forze malefiche e le forze divine. Tutto il libro dell'Apocalisse è un messaggio di vittoria dei fedeli di Yahuveh, ma la guerra di cui si parla non è di ordine materiale, come fece chiaramente intendere Yahushua dinanzi a Pilato (Giovanni 18:35-38) e come ribadì Paolo in Efesini 6:17.

Il messaggio, alla luce di queste considerazioni, è chiaro e arriva con estrema precisione: nonostante la persecuzione, la sofferenza e il dolore, nonostante la morte bussi avida alla loro porta, Eloah inonda di grazia i suoi figli, li ricopre d'amore, li guida con saggezza assoluta tramite la santa Sua Parola che li trasforma mediante un profondo rinnovamento della mente (Romani 12:1-4), in definitiva li trasforma in vincitori.

Paolo molte volte nei suoi scritti ricorre all'immagine del combattimento fisico per rilevare l'importanza e la pericolosità di quello spirituale (cfr. Romani 7:23; 2Corinzi 6:7; Colossesi 2:1; 1Timoteo 6:12). Indimenticabile in tutta la sua intensità, il pensiero con il quale l'apostolo, ormai prossimo alla fine, riassume la sua esistenza di servizio al Signore:

"Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho serbato la fede. Per il resto, mi è serbata la corona di giustizia che Adonay, il giusto giudice, assegnerà in quel giorno, e non solo a me, ma anche a tutti quelli che hanno amato la sua apparizione"

(2Timoteo 4:7)

Nel testo di Efesini 6 l'apostolo, riprendendo immagini già familiari al profeta Isaia (cfr. Isaia 11:5; 59:17) e verosimilmente ispirandosi al pretoriano romano che gli faceva la guardia (Paolo era agli arresti domiciliari a Roma), si premura di esortare i cristiani a rivestirsi dell'armatura e delle armi che Eloah mette a loro disposizione, affinché il combattimento risulti vittorioso. Il nemico è Satana, l'avversario, l'ideatore di ogni macchinazione perversa. Il diavolo capace di trasformarsi in angelo di luce (2 Corinzi 11:14) e sotto questa sembianza ingannare e sedurre i santi (1 Corinzi 7:5; 2 Corinzi 2:11; 1 Tessalonicesi 3:5).

Il combattimento del vero discepolo di Yahushua non è rivolto verso carne e sangue, ossia non è contro l'uomo, contro gli elementi materiali, né ha nulla a che vedere con la violenza fisica. Il conflitto non ha nulla a che fare con magie, incantesimi, esorcismi, stregonerie, sortilegi, spiriti incarnati, fantasmi e cose simili, che sono condannate già dal Adonay per l'infondatezza assoluta dei loro presupposti. Satana è molto più astuto e le sue manifestazioni più pericolose delle superstizioni vuote e facilmente riconoscibili.

La sede del combattimento è piuttosto la nostra coscienza, il nostro spirito, la nostra volontà. E' qui che si agitano le forze invisibili del male che cercano di prendere piano piano possesso di noi e ferirci in maniera mortale:

"Ciascuno invece è tentato quando è trascinato ed adescato dalla propria concupiscenza. Poi quando la concupiscenza ha concepito partorisce il peccato e il peccato, quando è consumato genera la morte"

(Giacomo 1:14-15)

E' vitale allora farsi trovare pronti per non soccombere ma vincere questa decisiva battaglia, e come prima cosa occorre essere consapevoli dei nostri limiti e delle nostre debolezze. Confidando solo nelle nostre capacità saremo miseramente sconfitti e non avremo alcuna possibilità di farcela. Paolo ci ammonisce a trovare la forza e la speranza nella virtù e nella potenza di Eloah (v.10) Del resto l'assicurazione divina è precisa:

"nessuna tentazione vi ha finora colti se non umana; or Eloah è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita, affinché la possiate sostenere"

(1Corinzi 10:13)

Rassicurante promessa che tuttavia necessita di due elementi fondamentali per trovare piena attuazione.

Il primo riguarda Yahuevh, ed è stato manifestato nella redenzione realizzata in Yahushua Ha'Mashyah e nella sua resurrezione dalla morte (Efesini 1: 20). Per mezzo di questo grande evento Yahuveh ha iniziato a demolire la potenza demoniaca "legando" Satana, limitandone cioè drasticamente i poteri e l'abilità di sedurre (cfr. Matteo 12:29; Apocalisse 20:3).

Il secondo si rivolge all'uomo. Egli deve rimanere legato al Messyah come il tralcio per vivere rimane attaccato alla vite (Giovanni 15:1-5). Solo realizzando questa unione in maniera perfetta ed indissolubile l'uomo potrà affrontare e superare qualsiasi tentazione. Essere con Lui, essere in Lui, significa percorrere la via dell'ubbidienza e combattere strenuamente per la fede donataci una volta per sempre (Giuda 3).

Ricordiamo che le armi di Yahuveh sono armi di luce (Romani 13:12), capaci di donare al discepolo la certezza assoluta della vittoria finale:

"Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati. Infatti io sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né potenze, né cose presenti né cose future, né altezze né profondità, né alcun'altra creatura potrà separarci dall'amore di Eloah che è in Yahushua Ha'Mashyah nostro Adonì"

(Romani 8:37-39)

Il vero discepolo ha vinto e continua a vincere la sua battaglia in Yahushua, e non si lascia turbare o confondere da puerili e vuote speculazioni fatte su situazioni, simboli e immagini che al contrario lo fortificano e rendono ancora più certa la sua vittoria finale.

Shalom

12 dicembre 2023

ULTIMI GIORNI E ULTIMI TEMPI: COSA SIGNIFICANO?

 



Ci sono problemi con la terminologia di "ultimi giorni" in quanto, ad esempio, la versione di Re Giacomo della Bibbia spesso si riferisce a "ultimi giorni", un'espressione che non si trova nelle traduzioni moderne. Inoltre, non è sempre chiaro se con "ultimi giorni" si intenda un periodo un po' successivo a quello dello scrittore oppure l'ultimo dei tempi, la fine del mondo. Alcune espressioni collocano il giorno di cui si parla nel tempo di chi parla. È necessaria cautela quando ci avviciniamo ai passaggi che utilizzano questi termini.

C'è un altro problema nel fatto che nei tempi moderni troviamo difficile pensare che gli scrittori del Nuovo Testamento vivessero negli "ultimi tempi". Sono passati secoli; come è possibile che i loro tempi siano gli ultimi? Dovremmo essere chiari sul fatto che gli scrittori scritturali a volte usavano i termini in modo diverso da come faremmo noi naturalmente. Per loro, l'evento più grande aveva avuto luogo con la venuta di Yahushua il Messyah nel mondo per effettuare la salvezza di tutti i credenti. Questo non è stato solo un evento storico; è stato l' evento. A causa di ciò che Yahushua aveva fatto, tutto era cambiato. Da quel momento in poi, quanto tempo sarebbe trascorso prima che Yahuveh intervenisse e fondasse il nuovo cielo e la nuova terra, le persone vivevano negli "ultimi tempi". I giorni in cui è possibile per le persone riporre la loro fiducia in Yahushua, ed entrare nella pienezza della salvezza che ha portato, differiscono da tutti i giorni precedenti. Sono giorni di opportunità, giorni in cui le persone possono riporre la loro fiducia nel Signore inchiodato al legno, risorto e asceso ed entrare nella salvezza che Egli ha ottenuto per i peccatori.

Avvenimenti presenti 

Lo scrittore agli Ebrei dice ai suoi lettori che "in questi ultimi giorni egli (Yahuveh) ci ha parlato per mezzo del Figlio suo" (Eb 1,2). Pietro dice che Yahushua "è stato rivelato in questi ultimi tempi per voi" (1 Pietro 1:20). In tali passaggi il significato è che in tempi recenti è accaduto qualcosa che è in netto contrasto con quanto accaduto in epoche precedenti. Oppure in un'espressione simile si può guardare al futuro dei destinatari del messaggio, come quando leggiamo: «nei prossimi giorni tornerai al Signore tuo EL e gli obbedirai» (Dt 4,30), o nel richiamo che Yahuveh diede loro la manna nel deserto "per umiliarvi e per mettervi alla prova, affinché alla fine vi andasse bene" (Dt 8,16).

Lo scopo di tali passaggi è chiarire che Yahuveh sta ancora operando qui e ora. Il suo popolo deve ricordare che in ciò che accade nella loro vita e nel mondo che li circonda, Yahuveh sta realizzando i suoi scopi. Con questo spirito, il salmista prega: "Mostrami, o Signore, la fine della mia vita e il numero dei miei giorni; fammi sapere quanto è fugace la mia vita" (Salmo 39:4), e nei Proverbi troviamo che ricevere istruzioni è il percorso per essere saggi "il fine ultimo" (19:20). Al contrario, Babilonia viene accusata di non ricordare «quale sarebbe stata la fine» (Is 47:7). Prestando attenzione a ciò che Yahuveh sta facendo, il suo popolo sarà rafforzato nella fede e sarà maggiormente in grado di apprezzare il significato dei tempi in cui vive. È essenziale che il popolo di Yahuveh non sia mai solo e discerna la realizzazione dei propositi divini se solo ha occhi per vedere.



Avvenimenti futuri

Spesso "ultimo" o "ultimi" vengono utilizzati per tempi diversi dalla fine di tutte le cose. I profeti potevano parlare di un “giorno” in cui il Signore avrebbe agito, a volte punendo il male, a volte portando la benedizione. Significativi sono i passaggi che parlano dell'“ultimo/i giorno/i”, che puntano al futuro ma senza essere specifici. In tali passaggi, può significare "più tardi nello schema attuale delle cose", cioè più avanti nella vita di una persona o, più spesso, più tardi nella storia del mondo. Per il primo uso, potremmo notare l'avvertimento nei Proverbi secondo cui una vita sprecata significa che gemerai "alla tua ultima fine" (Prov 5:11). D'altra parte, Giacobbe chiamò i suoi figli per dire loro cosa sarebbe successo loro "negli ultimi giorni" (Gen 49:1). Questo si riferisce a un futuro lontano, ma non alla fine del mondo. Lo stesso vale per la profezia di Mosè secondo cui dopo la sua morte Israele si sarebbe allontanato dalla via perché il male sarebbe venuto loro "negli ultimi giorni" (Dt 31:29).

Nel Nuovo Testamento, la questione non è tanto quello che accadrà alle nazioni, quanto il modo in cui Yahuveh realizzerà il suo scopo negli affari della Qahal e dei singoli credenti. Pietro dice che la venuta dello Spirito Santo sulla Qahal nascente adempì una profezia su ciò che sarebbe accaduto "negli ultimi giorni" (Atti 2:17). Nello stesso spirito rileviamo un'affermazione nella Lettera agli Ebrei: Yahushua «è apparso una volta per tutte alla fine dei secoli per eliminare il peccato mediante il sacrificio di se stesso» (Ebrei 9:26). Gli eventi significativi riguardanti la venuta del Salvatore e l'instaurazione della salvezza sono collegati agli “ultimi giorni”. Così è anche l'opposizione del male a tutto ciò che è bene. In quei giorni «lo Spirito dice chiaramente che alcuni abbandoneranno la fede e seguiranno spiriti ingannatori e dottrine di demoni» (1 Tm 4:1). In un certo senso la Qahal ha sempre vissuto negli “ultimi giorni”.

La situazione finale

L'argomento centrale nell'insegnamento di Yahushua era "il regno di Yahuveh". A volte ciò appariva come una realtà presente, a volte come un avvenimento futuro. La caratteristica più significativa è che è intimamente connesso con Yahushua stesso.

Il Nuovo Testamento chiarisce che la venuta di Yahushua fu un evento critico. La sua morte espiatoria fu la risposta finale di Yahuveh al problema del peccato umano e, una volta compiuta, nulla avrebbe potuto essere più lo stesso. Per il nostro scopo attuale, la cosa importante è che Yahushua abbia inaugurato un nuovo stato di cose. Egli operò l'espiazione che rese possibile ai peccatori di essere perdonati ed entrare nel regno di Yahuveh e di essere idonei a prendere la loro parte nel regno finale di Yahuveh. Ciò conferisce una qualità diversa a tutto il tempo dopo la venuta di Yahushua, e gli scrittori biblici lo mettono in risalto riferendosi a tutto ciò che è dopo la venuta di Yahushua come "gli ultimi tempi" o qualcosa di simile.

A volte il Nuovo Testamento parla della fine di tutte le cose come se fosse molto vicina; a volte sembra che ci sia un lungo intervallo. Dobbiamo tenere presente che «presso il Signore un giorno è come mille anni e mille anni sono come un giorno» (2 Pietro 3:8). Non è sempre facile essere sicuri se un passaggio parli della fine di questo mondo e delle sue vicende o di qualcosa che accadrà prima. Dovremmo esercitare la dovuta cautela quando ci avviciniamo ai passaggi difficili. Ma ciò che è abbondantemente chiaro è che Yahuveh sta realizzando il suo scopo e che ciò implica uno stato di cose finale in cui la Sua volontà sarà perfettamente fatta.

Talvolta gli autori delle Scritture guardano oltre il sistema attuale, verso lo stato finale delle cose, quando usano la terminologia degli “ultimi giorni”. Ciò accade in un bellissimo passaggio sia di Isaia che di Michea in cui questi profeti attendono con ansia che la casa del Signore sia stabilita sopra le colline e che molte nazioni vengano ad essa per trovare l'insegnamento di Yahuveh così da poter camminare nelle sue vie (Is 2 :2-4 ; Michea 4:1-5). Un quadro molto diverso è dato nella profezia di Ezechiele: negli "ultimi giorni", Gog, il principe capo delle forze del male, verrà contro il popolo di Yahuveh e sarà sconfitto (capp. 38-39). Ciò non deve essere considerato una contraddizione con i passaggi precedenti. Ci sono altri riferimenti sia alla beatitudine finale che alla ribellione finale delle forze del male. Significa che alla fine tutto il male sarà definitivamente rovesciato e il regno di Yahuveh sarà stabilito per sempre.




Diversi passaggi chiariscono che negli ultimi giorni ci sarà un’impennata del male. A volte questo si riferisce alla vita quotidiana del credente, come quando Yahushua dice: "Tutti gli uomini vi odieranno a causa mia, ma chi resisterà fino alla fine sarà salvato" (Matteo 10:22). Ma il male sarà ancora più diffuso, perché «vi saranno tempi terribili negli ultimi giorni. Gli uomini saranno amanti di se stessi, amanti del denaro, vanagloriosi, orgogliosi» (2 Tim 3:1). "Negli ultimi giorni verranno degli schernitori, che si burleranno e seguiranno le loro malvagie passioni" (2 Pietro 3:3). Nel discorso dell'Uliveto è difficile essere sicuri se alcuni elementi si riferiscano alla vita del credente in mezzo agli empi o se si riferiscano al tempo della fine, ma c'è senza dubbio un riferimento alla fine quando Yahushua dice: "Tutti gli uomini vi odieranno a causa mia, ma chi persevererà fino alla fine sarà salvato" (Marco 13:13). Questo sarà il senso anche della sua spiegazione di una parabola: «La mietitura è la fine del mondo presente» ( Mt 13,39 ). Allo stesso modo Pietro parla della salvezza come "pronta per essere rivelata negli ultimi tempi" (1 Pietro 1:5). Dovremmo notare qui i riferimenti alle "sette ultime piaghe" (Ap 15:1 ; 21:9) che indicano le difficoltà negli ultimi giorni.

Nel Vangelo di Giovanni c'è anche il pensiero che Yahuveh si prenderà cura dei suoi in quei tempi difficili. Yahushua ha ripetutamente detto riguardo a coloro che il Padre "gli ha dato" che "li risusciterà nell'ultimo giorno" (Giovanni 6:39 Giovanni 6:40 Giovanni 6:43 Giovanni 6:54). Giovanni è l'unico scrittore del Nuovo Testamento ad usare l'espressione "l'ultimo giorno", un'espressione che indica l'attività di Yahushua fino alla fine di questa epoca. Rende anche chiaro che la cura di Yahushua per le sue pecore si estende nel tempo fino all'introduzione dello stato di cose finale. Dal lato negativo, la persona che rifiuta Yahushua e il suo insegnamento scoprirà che quell'insegnamento "lo condannerà nell'ultimo giorno" ( Giovanni 12:48 ).

Che il male continuerà fino alla fine è chiaro, come testimoniano molti passaggi. Ci sono problemi, come la difficoltà di essere sicuri di quali parti del discorso di Yahushua sul Monte degli Ulivi verso la fine della sua vita terrena si riferiscano alla distruzione di Gerusalemme e quali alla fine del mondo. Ma chiarisce che, mentre i suoi seguaci sentiranno parlare di "guerre e rivoluzioni" che dovranno accadere, "la fine non verrà subito" (Lc 21,9). I credenti incontreranno difficoltà nel corso della storia di questo mondo, e ciò persisterà fino alla fine. Pietro può parlare della “fine di tutte le cose” come “vicina” ( 1 Pietro 4:7 ). La venuta di Yahushua significa che la salvezza è ora resa disponibile, e questo trasforma tutte le cose. Ma gli scrittori del Nuovo Testamento avevano ben chiaro che questo era il preludio allo stato di cose finale di Yahuveh e che, nella prospettiva dell'eternità, quello stato finale non era lontano. Allora i credenti entreranno nella pienezza della “vita eterna” (Rom. 6:22-23).

Fondamentale è il fatto che l'ultimo, grande giorno vedrà il trionfo di Yahuveh. Ciò è prefigurato nell'Antico Testamento, ad esempio, nel grande passo in cui Giobbe dice: «Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si alzerà sulla polvere. E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, senza la mia carne, vedrò EL. Io lo vedrò a me favorevole; lo contempleranno i miei occhi, non quelli d'un altro; il cuore, dal desiderio, mi si consuma!» (Giobbe 19:25-26). Ci sono problemi in questo passaggio, ma c'è una chiara attesa del trionfo finale di Yahuveh. Prima della nascita di Yahushua, l'angelo disse a Maria che il bambino che avrebbe partorito "regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe; il suo regno non avrà mai fine" ( Luca 1:33 ).

Per gli scrittori del Nuovo Testamento, la venuta di Yahushua nel mondo per realizzare la nostra salvezza è stato l'avvenimento decisivo nell'intera storia del mondo. Ciò mise in moto la serie di eventi che avrebbero portato alla salvezza dei peccatori e alla fine avrebbero visto l'instaurazione del regno di Yahuveh, come chiarisce l'Apocalisse. Ciò non significava che tutto il male sarebbe immediatamente scomparso; gli scritti del Nuovo Testamento e l'esperienza spirituale dimostrano chiaramente che il male continua. Ma la cosa importante dal punto di vista del Netzarym è che l’opera salvifica di Yahushua ha cambiato tutto. Il peccato è stato definitivamente sconfitto e i credenti sono già entrati nella salvezza. Per quanto lungo o breve sarà il tempo prima della fine di questo mondo, mentre misuriamo il tempo, viviamo negli ultimi tempi come li intendono gli scrittori del Nuovo Testamento.





16 gennaio 2021

IL TERMINE CRISTIANI E' STATO INVENTATO DAI PAGANI

 




L'USO DELLA PAROLA CRISTIANO DOVE HA ORIGINE?


I discepoli di Yahshua, coloro che credono in lui, possono chiamarsi “cristiani”? Uno studio accurato mostrerà che non è un nome appropriato, tanto quanto non sarebbe corretto chiamarsi “gesuani”. Esaminiamo. In tutta la Bibbia la parola “cristiano” compare solo tre volte. Non è quindi difficile esaminare questi tre passi e dedurre da essi il senso della parola.

   1. “Ad Antiochia, per la prima volta, i discepoli furono chiamati cristiani” (At 11:26). Per stessa dichiarazione della Scrittura, fu questa la prima volta che il nome venne dato ai discepoli di Yahushua. L’avvenimento è collocabile a metà degli anni 40 del primo secolo della nostra èra, ovvero più di dieci anni dopo la morte di Yahushua. Ciò accadde ad Antiochia, in Siria, fuori da Israele, in una nazione pagana. Luca, lo scrittore di Atti, dice che “i discepoli furono chiamati cristiani”. Già qui possiamo notare due aspetti: a) Luca li chiama “discepoli”; b) Luca dice che non furono i discepoli a darsi quel nome di “cristiani”, ma che essi “furono chiamati” così. Il nome che Luca usa per loro è quindi “discepoli”. Ma da chi “furono chiamati cristiani”? Evidentemente da gente di Antiochia che non apparteneva alla congregazione dei discepoli. In tal modo, quella gente affibbiava loro un epìteto. Dato che “cristo” significa – come si è visto – “unto”, era come definirli “untuani” o “messianisti”. Accade anche oggi che vengano affibbiati dei nomi con un che di denigratorio, come ad esempio quando si definiscono “russelliti” gli Studenti Biblici che furono guidati da C. T. Russel; oppure quando si definiscono “geovisti” i Testimoni di Geova. O, ancora, quando si definiscono “papisti” i cattolici. Quel nome di “cristiani” fu quindi un appellativo non molto cortese per classificare i discepoli di Yasuhùa.

Che così sia avvenuto è testimoniato anche da Tacito, che sotto l’imperatore Traiano (117-138 E. V.) scrisse: “Nerone senza strepito sottopose a processo e a pene straordinarie, perché invisi per i loro misfatti, [coloro che il volgo chiamava cristiani]. Il loro nome viene da Cristo, condannato al supplizio dal procuratore Ponzio Pilato sotto il regno di Tiberio”. - Tacito, Annales 15,44; corsivo e grassetto aggiunti per enfasi.
Sbaglia quindi la Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture quando traduce il passo così: “Fu ad Antiochia che per la prima volta i discepoli furono per divina provvidenza chiamati cristiani”. I traduttori di questa versione commettono qui almeno tre errori. Il più grave è quello di aggiungere una frase che non compare assolutamente nel testo greco: “per divina provvidenza”. Ecco il testo greco, traslitterato e tradotto letteralmente:
 
                                         χρηματίσαι      τε  πρώτως     ἐν  Ἀντιοχείᾳ    τοὺς μαθητὰς    Χριστιανούς
chrematìsai       te   pròtos     en Antiochèia    tus   mathetàs      christianos
stati chiamati     e  per prima    in  Antiochia       i     discepoli        cristiani

“Per divina provvidenza” non compare affatto nel testo originale: è stato arbitrariamente aggiunto. E, come secondo errore, non è stato neppure posto tra parentesi quadre per indicare che è statoaggiunto dai traduttori. Ilterzoerrore è la conseguenza di questa manomissione: falsare il vero significato del testo.
Se poi i traduttori hanno pensato di tradurre quelcrhmat…sai (chrematìsai) col significato di “essere chiamati per divina provvidenza”, commettono un altro grave errore. Il verbo greco, infatti, èχρηματίζω(chrematìzo) e significa: “trattare, dare un nome”.
Pare ovvio che in quel territorio pagano i detrattori dei discepoli di Yahshua trovarono un nome (cristiani) per identificarli nel loro parlare comune, per trattarli (come significa il verbo greco) in un certo modo. Il loro intento dovette essere simile a quello che mosse coloro che diedero il nome di “negri” alle persone di razza nera.

Comunque, quel termine di “cristiani” non fu mai usato dai discepoli stessi. Lo stesso Luca, subito dopo aver riferito che tale nome fu dato loro ad Antiochia, riprende a chiamare i credenti con il solito nome: “discepoli” (At 11:29). Se fu “per divina provvidenza”, come mai Luca non si adeguò? E come mai non si adeguò mai nessuno dei credenti?

Illuminante anche il passo di At 12:1 che parla di “quelli della congregazione” (TNM): così Luca definisce i credenti pochissimi versetti dopo aver riferito che gli antiochieni diedero ai discepoli l’appellativo di “cristiani”. Luca davvero non adotta nè fa suo quel nome.
A ulteriore conferma che l’appellativo di “cristiano” era un soprannome dispregiativo dato dal popolino, abbiamo le parole scritte nel 116 o 117 da uno storico che, descrivendo i discepoli di Yahshua, scrive: “Coloro che il volgo chiamava cristiani” (Tacito, Annales 15,44; corsivo aggiunto per dare enfasi). Le cattive intenzioni del volgo, ovviamente, hanno ben poco o nulla a che fare con la “divina provvidenza”.

   2. La seconda volta che il nome “cristiano” appare nella Scrittura è in At 26:28. Sono passati circa quattordici anni da quell’avvenimento di Antiochia: siamo nel 58 circa della nostra era, venticinque anni dopo la morte di Yahshua. L’apostolo Paolo si trova a Cesarea, prigioniero davanti al re Erode Agrippa, e ha appena terminato di dare la sua testimonianza di fede. “Ma Agrippa disse a Paolo: ‘In breve tempo mi persuaderesti a divenire cristiano’” (TNM). Notiamo subito che ad usare questo termine di “cristiano” è, ancora una volta, qualcuno che non è un discepolo di Yahushua. Evidentemente, quel modo di chiamare i discepoli, iniziato ad Antiochia, era diventato un modo comune di riferirsi a loro da parte della gente (al di fuori della congregazione). Ora lo usa perfino il re Agrippa. È però molto interessante notare come si comporta Paolo. “Allora Paolo disse: ‘Desidererei dinanzi a Eloah che in breve tempo o in lungo tempo non solo tu ma anche tutti quelli che oggi mi odono divenissero tali quale sono io" TNM). Qui Paolo dà prova di grande abilità e di tatto. Non si ferma a cogliere l’ironia di Agrippa né la contesta, ma – desideroso di continuare la sua testimonianza – schiva elegantemente quell’appellativo di “cristiano” e nella sua risposta lo sostituisce con un “quale sono io”. 

   3. La terza e ultima volta in cui il termine appare nella Bibbia si trova in 1Pt 4:16. Questa volta è l’apostolo Pietro ad usarlo. Sarà interessante esaminare come egli lo usa. Intanto osserviamo che ci troviamo all’incirca nel 62-64 della nostra era, quasi trent’anni dopo la morte di Yahushua. Il termine doveva essere ormai molto comune tra le persone estranee alla comunità dei discepoli.
Ed ecco ciò che scrive Pietro: “Ma se [soffre] come cristiano, non provi vergogna” (TNM). Pietro usa dunque il termine. Esaminiamo il contesto e scopriamone il perché.
Il capitolo 4 della sua prima lettera inizia con l’esortazione fatta ai credenti ad ‘armarsi della stessa disposizione mentale’ di Yahushua: accettare la sofferenza, “siccome Yahushua soffrì nella carne” (v. 1, TNM). Pietro poi rammenta loro che i peccati e le ingiustizie da loro commessi prima di diventare fedeli appartengono al tempo passato (v. 3); ora sono persone diverse, per questo i non credenti “parlano ingiuriosamente” di loro (v. 4, TNM). Passa poi a dare consigli sulla buona condotta (vv. 7-11). Dal v. 12 li esorta a non rattristarsi per quello che subiscono, ma – al contrario – a ‘rallegrarsi , visto che sono’ “partecipi delle sofferenze del Messyah” (v. 13, TNM). Poi arriva al punto: “Se siete biasimati per il nome di Yahushua, felici voi” (v. 14, TNM). Quindi distingue: “Comunque, nessuno di voi soffra come assassino o ladro o malfattore o come uno che si intromette nelle cose altrui. Ma se [soffre] come cristiano, non provi vergogna” (vv. 15,16, TNM).
In pratica Pietro dice: Yahshua ha sofferto, anche i suoi discepoli soffrono; ma attenzione: se uno soffre perché è omicida o ladro, si deve solo vergognare; ma se soffre “come cristiano” per le vituperazioni non ha motivo di vergognarsi, perché essere biasimati “per il nome del Messyah” è motivo di gioia. Anche se i non credenti “parlano ingiuriosamente” e i discepoli sono “biasimati" e tacciati col nomignolo di “cristiani” (nell’intento di attribuire loro chissà quale colpa) non è motivo di vergogna; lo sarebbe essere tacciati, a ragione, di omicidio o furto.

In tutte le Scritture Greche i credenti in Yahshua sono sempre chiamati “discepoli”, anche dopo che fu affibbiato loro l’appellativo di “cristiani”. Essi non usarono mai tra loro il termine di “cristiani”, ma lo subirono.



10 agosto 2011

GESU' TI ACCETTA COSI' COME SEI! MA E' DAVVERO COSI'..?? - (1^ Parte)

 

gesù ti vuole come sei?



Molte religioni comprese le evangeliche protestanti dicono che il “Peccato” e la “Legge” sono stati completamente aboliti e predicano una nuova religione che ha come 'slogan' propagandistico: “Gesù ti accetta così come sei”, cioè anche con tutti i tuoi peccati. Cosa sta succedendo a molti credenti? Hanno forse DIMENTICATO uno dei più importanti insegnamenti del Messyah Yahushua?

La maggioranza degli occidentali sostiene di CREDERE in "Dio" (O'THEOS), tuttavia le AZIONI commesse dai popoli di intere nazioni sono tutt'altro che un esempio di bontà e amore. In esse si vede chiaramente come la vera spiritualità e la moralità siano completamente in DECLINO. L'esempio peggiore viene dagli USA ma non è che le altre nazioni stiano meglio!

Il giornale “USA Today”, uno dei più diffusi per lettori in America, ha pubblicato di recente i risultati di una indagine svolta da alcuni ricercatori sull'identità religiosa dei cittadini USA, ed hanno scoperto molti e profondi cambiamenti sia nella Spiritualità delle persone che nei loro atteggiamenti personali. Gli europei però non sono da meno e li seguono in TUTTE le loro “mode” spirituali.

Così si è scoperto che sempre un maggior numero di persone stà abbandonando le “Religioni tradizionali” per diventare seguaci di altre religioni. In special modo quelle Orientali. Negli ultimi 15 anni è cresciuto in modo esponenziale anche il numero di coloro che praticano la magia, l'astrologia, l'esoterismo e il satanismo.

Il Dr. Barry Kosmin (uno dei ricercatori) ha detto: “Sempre più persone considerano l'identità religiosa come una scelta personale RICREATIVA”. La religione è diventata un'attività ricreativa che soddisfa l'Ego filosofico individualecome andare in palestra, assistere a una partita di calcio o come andare un giorno al mare. Possibile che gli uomini si siano così ALLONTANATI dal loro Padre Creatore?

La propaganda del pluralismo religioso moderno ha modificato profondamente i popoli della cristianità occidentale, e molte ekklesie sono ormai diventate “NEGOZI” che offrono un vasto ASSORTIMENTO di gusti spirituali a scelta (come il gelato), più intonati con la cultura popolare e gli stili di vita personali piuttosto che basati sui VERI INSEGNAMENTI di Eloah Yahuveh.

Per secoli le religioni secolari “tradizionali” hanno insegnato ai seguaci a TEMERE il peccato e le sue conseguenze; esse “descrivevano gli orrori” della PUNIZIONE in un inferno di fuoco “eterno” ammonendo di smettere di peccare per essere salvati.

Il Protestantesimo che si basa sulla SCISSIONE di Luthero dal Cattolicesimo medioevale, basava la sua predicazione e l'incitamento religioso attraverso la “PAURA dell'inferno di fuoco eterno. Intorno alla metà del 17° secolo nelle colonie Americane si è sperimentato quello che fù chiamato [IL GRANDE RISVEGLIO] … una “rinascita spirituale” incitata da vari predicatori “ambulanti”. Questi RICOPRIVANO DI SEGNI DELLA CROCE la gente che lavorava nelle colonie, in mezzo a forti grida e pianti deliranti nell'ascoltare la descrizione dei TORMENTI DELL'INFERNO, e quindi attraverso la PAURA del dolore.

Inoltre iniziò allora la pratica diffusa (in America) di affiggere nelle toilettes di ristoranti e bar, nei negozi e sui muri delle strade dei volantini che proclamano la “dannazione eterna” per quelli che si rifiutavano di pentirsi e rivolgersi a Eloah, ammonendo il supplizio eterno..!!

Tuttavia il comportamento delle odierne religioni è andato in maniera diametralmente OPPOSTA. Molti oggi incentrano la [LORO] predicazione soltanto sulla PIETA' e l'Amore di Eloah. La paura della estrema punizione divina è stata SOSTITUITA dallo SLOGAN: 

“GESU' TI AMA E TI ACCETTA COSI' COME SEI, CON TUTTI I TUOI PECCATI”

Si è passati da UN ESTREMO AD UN'ALTRO ESTREMO. Dov'è andato a finire nella nostra società moderna il concetto di ciò che è sbagliato e di ciò che è giusto agli occhi di Eloah..?? La nostra società pluralista e “cristianizzata”, CREDE che il peccato più GRANDE sia quello di GIUDICARE come “peccatori” i trasgressori volontari dei comandi di Eloah Yahuveh e degli insegnamenti (quelli VERI) di Yahushua Suo Figlio. Tanto che la maggioranza SEGUE INSEGNAMENTI [DOTTRINALI TRADIZIONALI], dai 'Dottori" della Legge, AL POSTO DEI COMANDAMENTI DI ELOAH' (O'Theòs = Zeus/Dio; in lingua Greca - ndr).

Molte ekklesie totalmente “CONFUSE SPIRITUALMENTE”, sono arrivate a insegnare che prendere le dovute distanze, da filosofie di vita, comportamenti e abitudini che [TRASGREDISCONO] volontariamente i comandamenti della Parola di Eloah, sia un atto di “GIUDIZIO” o di razzismo ideologico verso un'altra persona. Usando come base del loro umano ragionamento la scrittura di Matteo 7:1-5 dove Yahushua insegna:

“Non giudicate e Eloah non giudicherà voi. Perchè Egli vi giudicherà con lo stesso criterio che voi usate per giudicare gli altri...” ecc. rendendo così [accettabili] molti comportamenti che al CONTRARIO sono condannati proprio dal Vangelo di Yahushua, che quando vengono messi in discussione creano dubbi e perplessità nel lettore dei Vangeli.

A causa di queste chiese condotte da pastori deviati, si CREANO in questo modo molte divisioni e  “contraddizioni” scritturali che in realtà NON ESISTONO AFFATTO nella Parola di Eloah (Dio). 

Infatti SE FOSSE VERO che in base all'affermazione di Yahushua NESSUNA [“AZIONE” UMANA] PUO' ESSERE GIUDICATA IN BENE O MALE (perchè questo sembra essere il senso della Sua frase) … in primis dovremmo smettere di GIUDICARE TUTTI..!! Qualsiasi comportamento umano che ci piaccia o meno, che ci arrechi danni o meno, e in seconda istanza DISMETTERE OGNI TRIBUNALE UMANO e i relativi codici penali... vi rendete conto da soli cosa ciò significherebbe sulla terra. Ma tornando alle cose del Vero Eloah, se ciò fosse vero come "questi uomini" dicono, allora la Bibbia, la predicazione dei Profeti, e lo stesso Yahushua Figlio del Padre Eterno sarebbero in forte contraddizione, con buona pace e gioia di quelli che “cavalcano questo FALSO VANGELO.

Ma è vero che il Vangelo dell'Unto di Yah c'incoraggia a considerare la “TRASGRESSIONE” delle Leggi del Padre come una cosa [NORMALE]..?? (perchè è questo il verso senso subliminale di quella errata interpretazione).

Niente affatto..!! Perchè la Verità di Eloah Yahuveh è GIUSTIZIA, e come tale essa viene rappresentata dalla “Bilancia” che ha DUE piatti per essere EQUA … in cui su ognuno ci deve essere lo stesso peso e la stessa misura per rimanere perfettamente orizzontale … così come la bilancia della Giustizia, anche la Sua Parola di Verità che NON SI CONTRADDICE AFFATTO.. usa solamente quella che in gergo si chiama “Partita Doppia”. Se c'è un DARE è inderogabile che ci sia dall'altra parte un AVERE per PAREGGIARE i conti e il Bilancio quadra (la bilancia equilibrata).

Yahushua ha AMMONITO: “Badate a voi stessi!”. Poi ha aggiunto: Se il tuo fratello PECCA, [RIPRENDILO!] Se poi si PENTE di quello che ha fatto, tu PERDONALO”. E poi ancora nel Suo Vangelo Yahushua dice: “Non GIUDICATE secondo l'APPARENZA, ma GIUDICATE invece con [GIUSTO GIUDIZIO].” - (Giov. 7:24)

Da una parte ci dice: “non giudicare sull'apparenza” e dall'altra “giudicate con giustizia” … questo conferma che la Bibbia si CONTRADDICE?

NO AFFATTO! In altre parole ci viene detto che la vita del “nostro prossimo” MERITA MASSIMO RISPETTO e proprio per “questo motivo” il peccato che lo affligge è qualcosa da cui GUARIRE, [non un male da alimentare o esaltare come un bene].

Inoltre Yahushua NON HA AFFATTO ABOLITO la Legge di Eloah Yahuveh (i Suoi Comandamenti) – (Matt. 5:17) - piuttosto l'ha PERFEZIONATA (completata spiritualmenteaffinchè essa sia SCRITTA NEI CUORI DEGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA', come è scritto nel nuovo Testamento che “cita” il vecchio Testamento: “Io metterò le MIE [LEGGI] NEI LORO CUORI, le SCRIVERO' NELLA LORO INTELLIGENZA” - (Ebrei 10:16) … Quali sono le Leggi che Eloah scrive nelle menti e nei cuori se non le SUE LEGGI..?? Quelle leggi scritte su pietra o papiro insieme a tutte le pompose ritualistiche dei sacrifici erano “un'ombra delle cose avvenire”, cioè una rappresentazione fisica di cose che sarebbero state esclusivamente “interiori” e spirituali.

Quell'antica Legge scritta su pietra, pelle e papiro, è servita affinchè l'uomo capisse cosa era male, mentre conduceva la persona alla Giustizia di Eloah Yahuveh. Per questo motivo è venuto il Suo inviato sulla Terra.. il Messyah che ci riconcilia con il Padre, e lo spinge ad affermare: “Non mi ricorderò più dei loro peccati e delle LORO MALVAGITA'” … poi la Parola continua e dice: “Ora se i peccati sono perdonati, non c'è più bisogno di fare OFFERTE (di sacrifici animali) per il perdono dei peccati”.

Poiché Yahushua ha OFFERTO Sé stesso una volta per sempre a TUTTA l'umanità, quelli che ripongono Fede nel significato del Suo amorevole sacrificio non incorrono più nel peccato di TRASGREDIRE LA LEGGE DEL CREATORE e possono liberalmente appellarsi alla Salvezza e al perdono attraverso di Lui … Ancora una volta questo significa che dato che non siamo più sotto il Patto della Legge possiamo impunemente vivere secondo ciò che ci piace ... senza incorrere in NESSUN GIUDIZIO di Dio..??

Vediamo cosa Egli risponde nella Sua stessa Parola: “Se noi [volontariamente] continuiamo a PECCARE anche dopo che abbiamo conosciuto la Verità (il Vangelo), allora non c'è più NESSUN SACRIFICIO (perciò nemmeno quello del Messia) che POSSA TOGLIERE I PECCATI …. Quando uno và CONTRO LA LEGGE DI MOSE', viene condannato a MORTE SENZA MISERICORDIA, sulla parola di due o tre [Testimoni]. Quale CASTIGO dovrà RICEVERE* chi avrà RIFIUTATO* il Figlio di EL YAHUVEH, chi avrà DISPREZZATO* il sangue (versato di un uomo INNOCENTE) del Nuovo Testamento che lo aveva PURIFICATO (dai peccati e dagli errori di vita precedenti), chi avrà OFFESO LO SPIRITO SANTO che dà la GRAZIA?
EGLI CERTAMENTE RICEVERA' UN CASTIGO MOLTO PIU' GRAVE! Noi infatti conosciamo chi è Colui che dice nella Bibbia: IO farò vendetta! IO castigherò CHI HA FATTO IL MALE!
E la Bibbia dice anche: YAHUVEH GIUDICHERA' IL SUO POPOLO. E' terribile cadere nelle mani dell'Iddio Vivente
 - (Ebrei 10:26-31)

Perciò “riprendere” qualcuno che si comporta e vive trasgredendo la Legge di Yahuveh è un ATTO DI AMORE e non è affatto un “Giudizio sull'uomo”perchè se egli si ravvede dalle sue malvage vie, NON incorrerà nel vero GIUDIZIO ETERNO.. quello di Eloah Yahuveh..!!

Infatti è anche scritto: “Vi raccomando fratelli: RIMPROVERATE QUELLI VIVONO MALE..” - (1 Tess. 5:14)










07 marzo 2011

L'IMPORTANZA DI CONOSCERE LA VERITA'

 

VERITA' RIVELAZIONE


Un aspetto importante della nostra fede e su cui dobbiamo basare tutti i nostri sforzi è cercare LA VERITA'. Se troviamo qualcosa di falso, dovremmo rigettarlo a prescindere dal fatto che questa scelta potrebbe renderci antipatici e impopolari.

 

L'obbedienza alla verità che è stata rivelata è la chiave per essere guidati sempre più in verità. Questo, è molto importante. Gli occhi del nostro Creatore seguono coloro il cui cuore è perfetto verso di lui, così come scrutano il cuore di quelli che non ascoltano il suo consiglio:
"Infatti YAHUVEH percorre con lo sguardo tutta la terra, per spiegare la sua forza in favore di quelli che hanno il cuore [integro] verso di Lui. In questo tu [Re] hai agito da [insensato]; infatti da ora in poi avrai delle guerre"             (2 Cr. 16:9)
Qui il Signore dice Geremia (YahrmiYahu) che se riesce a trovare una persona in Gerusalemme, che cerca veramente la verità, egli perdonerà tutta la città.
"Andate per le vie di Gerusalemme; guardate, informatevi; cercate per le sue piazze se vi trovate un uomo, se ce n'è uno solo che pratichi la giustizia, che cerchi la fedeltà; e io li perdonerò" - (Ger. 5:1)
Ecco il nostro linguaggio della Salvezza: "l'importanza di conoscere la verità":
"Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e Verità; poichè il Padre cerca tali adoratori. Elohà è Spirito; e quelli che lo adorano, bisogna che l'adorino in Spirito e Verità" - (Gv. 4:23,24)
Infatti NON è affatto la "conoscenza carnale" ma lo Spirito è ciò che ci guida alla verità tutta intera.
[Anche] lo Spirito di verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede, non lo conosce: ma voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi. - (Gv. 14:17)
Ma quando sarà venuto il Consolatore, che io vi manderò dal Padre, [anche] lo Spirito di verità, che procede dal Padre, egli testimonierà di me. - (Gv. 15:26)
Quando però lui, lo Spirito di verità, sarà venuto, egli vi guiderà alla Verità TUTTA INTERA: perchè non parlerà da sè stesso, ma di qualunque cosa egli avrà udito, e vi mostrerà le cose a venire. - (Gv. 16:13)
Perciò il nostro cammino verso TUTTA la Verità si fermerà se non rispettiamo quella Verità che Egli ci ha rivelato.
"E noi siamo testimoni di queste cose, e così anche lo Spirito Santo, che EL ha dato a coloro che gli obbediscono". - (Atti 5:32) 
"Avendo voi santificato le vostre anime con l'ubbidienza alla verità per mezzo dello Spirito ... perchè siete stati [rigenerati] non da seme corruttubile, ma incorruttibile, cioè mediante [la Parola vivente] e permanente di EL"           (Atti 1:22,23)
Se non abbiamo un vero e sincero amore per la verità noi crederemo sicuramente alle bugie. Se non abbiamo ricevuto lo Spirito di Verità che risiede in noi cadremo vittime degli inganni e delle trappole dello spirito bugiardo che regna su questo mondo nelle tenebre.
"Infatti il [mistero] di tale empietà è già in atto, soltanto che c'è chi ora lo trattiene, finchè sia tolto di mezzo. E allora sarà manifestato l'empio, che il Signore Yahushua distruggerà con il [soffio della Sua bocca], e annienterà con l'apparizione della sua venuta. La venuta di quell'empio avrà luogo, per l'azione efficace di Satana, con ogni genere di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi, con ogni tipo d'inganno e d'iniquità a danno di quelli che periscono perchè non hanno aperto il cuore all'amore della Verità per essere salvati. Perciò Elohà manda loro una potenza d'errore perchè credano alla menzogna; affinchè tutti quelli che NON hanno creduto alla Verità ma hanno avuto piacere nell'ingiustizia siano giudicati" - (1° Tess. 2:7-12)
Dobbiamo avere amore profondo per la verità per essere salvati, avendo coscienza che l'ingiustizia stessa significa: [non obbedire alla Verità che Egli ci ha dato].
"Fino a quando, stolti, amerete la stoltezza? Fino a quando i beffardi prenderanno gusto a schernire e gli stolti avranno in odio la scienza?
Volgetevi ad ascoltare la mia riprensione; ecco, io farò sgorgare su di voi il mio Spirito, farò conoscere le mie parole. Poiché, quand'ho chiamato avete rifiutato d'ascoltare, quand'ho steso la mano nessuno vi ha badato, anzi avete respinto ogni mio consiglio e della mia correzione non ne avete voluto sapere,
anch'io riderò delle vostre sventure, mi farò beffe quando lo spavento vi piomberà addosso; quando lo spavento vi piomberà addosso come una tempesta, quando la sventura v'investirà come un uragano e vi cadranno addosso l'afflizione e l'angoscia. Allora mi chiameranno, ma io non risponderò; mi cercheranno con premura ma non mi troveranno. Poiché hanno odiato la scienza, non hanno scelto il timore di YAHUVEH, non hanno voluto sapere i miei consigli e hanno disprezzato ogni mia riprensione"
 - (Prv. 1:22-30)

"Io amo quelli che mi amano,  e quelli che mi cercano mi trovano" - (Prv. 8:17)


"Voi mi cercherete e mi troverete, perchè mi cercherete con tutto il vostro cuore"  - (Ger. 29:13)


Cercate perciò la Verità, cercate il Padre Yahuveh e il Suo Spirito Santo che vi guiderà davvero attraverso i prodigi bugiardi che regnano nel nostro tempo; seguite la Via, la Verità e la Vita che ci ha mostrato Colui che ha vinto il mondo: Yahushua..!!

Seguitelo davvero in ogni pensiero e comportamento come Egli stesso insegnò ai suoi discepoli, divenite anche vuoi Veri Figli di EL essendo dentro come Yahushua stesso.. perchè QUESTO E' IL VERO SIGNIFICATO DI AVERE YAHUSHUA IN SE'..!!