12 aprile 2022

LA GRANDE FAKE SULL'ANIMA: COSA E' DAVVERO?

FANTASMA ANIMA NEFESH NESHAMAH RUACH

 


Le parole alla radice da cui discende il termine 'anima' da noi usato nell'occidente pseudo-cristiano provengono dall'ebraico (nèfesh) e dal greco (psychè), e furono tradotte in latino 'alma' [anima]. Ma date le spiegazioni ufficiali della Chiesa Cattolica e della tradizione filosofica, la connotazione che il termine italiano 'anima' richiama di solito alla mente nella maggioranza delle persone non è affatto in armonia con il significato originale dei termini radice sia ebraico che greco.

Infatti seri studiosi delle lingue e della radice di tali termini affermano cose esattamente contrarie alla creduloneria popolare. Già nel lontano 1897 - C.A. Briggs nel Journal of Biblical Literature – vol. XVI p.30 -, a seguito di una particolareggiata analisi sull'uso del termine 'nèfesh', osservava: “Anima nell'uso che se ne fa attualmente.. dà di solito un'idea molto diversa dal vero significato di nèfesh in ebraico, ed è facile che l'incauto o poco informato lettore fraintenda”.

Più recentemente, nel presentare una nuova traduzione della 'Toràh' (Jewish Publication Society of America) il capo redattore, H.M. Orlinsky dell'Ebrew Union College, ha affermato che il termine 'anima' era stato eliminato da quella traduzione perchè non rende correttamente il termine ebraico 'nèfesh', e ha aggiunto: “Altri traduttori hanno interpretato che significhi 'anima', il che è completamente inesatto. Nella 'Toràh', trasmessa da Eloah all'uomo, non dice che “abbiamo” un'anima. 'Nèfesh', è la persona stessa, il suo bisogno di cibo, il suo sangue che scorre nelle vene, la vita, il suo stesso essere - (riportato nel New York Times del 12 ottobre 1962).

Anche il dizionario Devoto-Oli riporta: s.f. “Principio immateriale della vita umana, “TRADIZIONALMENTE RITENUTO” [per tradizione secolare filosofico-religiosa - ndr] immortale o addirittura partecipe del divino...”.

Quindi riconosce che la “tradizione” filosofica e religiosa abbia dato questa connotazione al termine stesso, ma poi prosegue nel 2° paragrafo: “..'Persona', con speciale riferimento alle qualità spirituali, al carattere, ai sentimenti: è una grande anima; un'anima nobile; anima nera, di persona di cui c'è da aspettarsi di tutto. Nel senso di 'individuo', 'abitante': un paesino di trecento anime; non c'era un'anima viva, nessuno..”.

La verità principale risiede nel fatto che i significati comunemente attribuiti al termine italiano 'anima' derivano primariamente non dagli scritti ebraici, ma dall'antica filosofia greca, in effetti il pensiero religioso arcaico antico. Il filosofo greco Platone, cita queste parole di Socrate: “Se cioè l'anima si diparte pura dal corpo, nulla del corpo traendo seco... non se n'andrà ella a ciò che le è simile, cioè, dico, all'invisibile, al divino, all'immortale, all'intelligente, dove giunta potrà essere in realtà felice, libera ormai dai vagamenti e da stoltezze e paure... potrà trascorrere il rimanente tempo in compagnia degli dèi?” - Fedone, 80, e; 81, a.

Secondo Platone l’anima non ha un inizio, in quanto è ingenerata; inoltre, è considerata immortale e incorporea. Seguendo il 'Timeo' di Platone, egli attribuisce anime anche agli astri e ai pianeti [continuando così la tradizione esoterico-religiosa che dèificava gli astri in quanto esseri cosmici che sovrintendono la vita e la natura umana – ndr] . La singolarità del pensiero di questo filosofo riguardo all’anima sta nel suo averla sdoppiata in “Anima superiore”, legata al divino, e “Anima inferiore”, legata al corpo. Per Plotino l’anima è la terza ipostasi, la cui essenza è immortale, intellettiva e divina. Vi è un’anima che plasma e vitalizza l’intero universo (Anima dell’universo) e anime individuali, per tutti gli esseri animati.

Molti sanno che la religione Cattolica dà proprio questo connotato all'anima.. credendo che le gerarchie abbiano la conoscenza vera e divina di queste cose. Ma vediamo cosa dicono in alcuni testi di portata internazionale (forse si contraddicono?).

In netto contrasto con l'insegnamento filosofico greco della 'psychè' (Anima) immateriale, intangibile, invisibile e immortale, le Scritture sia del VT che del NT spiegano che sia 'psychè' che 'nèfesh', quando si riferiscono a creature terrene viventi, significano qualcosa di tangibile, materiale, visibile e mortale. Vorrà forse dire che le gerarchie Cattoliche non conoscono le Scritture Sacre da 'loro' predicate?

La New Catholic Encyclopedia [1967, vol. XIII, p. 467] dice: “Nephes [Nèfesh] ha un significato molto più ampio del nostro popolare termine 'anima', poiché significa vita (Es. 21:23; Dt. 19:21) e le sue varie manifestazioni vitali: respiro (Gen. 35:18; Gb. 41:13,21), sangue (Gen. 9:4; Dt. 12:23; Sl. 140-141:8), desiderio (2 Sam. 3:21; Prv. 23:2). L'anima nell'AT non significa una parte dell'uomo, ma l'intero uomo: l'uomo come essere vivente. Similmente nel NT significa vita umana: la vita di un singolo soggetto cosciente (Mt 2:20; 6:25; Lc 12:22-23; 14:26; Gv 10:11, 15, 17; 13:37)".

Un'altra traduzione Cattolica, The New American Bible, nel suo “Glossario dei termini di teologia biblica” (pp. 27,28), dice: “Nel Nuovo Testamento [Scritture greche- cristiane], 'salvare la propria anima' (Marco 8:35) non significa affatto salvare una parte 'spirituale' dell'uomo, contrapposta al 'corpo' (nel senso dato da Socrate e Platone) ma l'intera persona, a sottolineare il fatto che la persona vive, desidera, ama, vuole, ecc., oltre a essere concreta e fisica”.

Quindi le Gerarchie Cattoliche sanno che 'anima' non si rifersice a qualcosa che abita il corpo e che và da qualche altra parte dopo la morte.. però al contrario insegnano alle persone che l'anima và in paradiso o in purgatorio o all'inferno, proprio come ci viene tradizionalmente tramandato dalla mitologia e dalla filosofia sia orientale che greca.

Perchè lo fanno? Perchè chiudono le porte della conoscenza alle genti? Ma questo è un'altro discorso che faremo in un'altro momento.

Per tornare al soggetto, il termine greco 'psychè' i dizionari lo definiscono 'vita', e 'anima come personalità e carattere' o dicono che era usato per indicare la stessa persona, e spiegano che “anche nelle opere greche il termine era usato a proposito di animali” che 'guarda caso' coincide proprio con il pensiero ebraico del termine in cui gli animali vengono classificati 'anime'. Infatti ricorre il termine 'nèfesh' anche a proposito della creazione animale: “..Ogni cosa che si muove sopra la terra in cui c'è vita come un'anima'..” [lett. 'nefèsh chaiyàh' anima vivente]. Tutte le volte che ricorre la parola 'animale' sia selvatico che domestico ad essa è associato il termine 'nefèsh' in ebraico e 'psychè' in greco.

L'espressione ebraica 'nèfesh chaiyàh' ricorre ugualmente sia nella creazione dell'uomo che degli animali cioè 'anima vivente'. Ciò denota la mortalità dell'anima e quindi la contrapposizione con l'immortalità dell'anima enunciata dalla mitologia e dalla filosofia greca. Così è confermato anche nelle scritture greche dove in 1 Co 15:45-47 dice: “Così è anche scritto: 'Il primo uomo Adamo divenne anima vivente [psychè zòsan o psychè ton zòion]".

Il concetto di “anima inserita nell'uomo” deriva dall'erronea spiegazione dell'atto creativo in cui viene detto: “..e Elohim formava l'uomo dagli [elementi della terra e gli soffiava [una forma di nafàch] nelle narici 'l'alito' [neshamàh] vitale così l'uomo divenne un'anima vivente [nèfesh chaiyàh]..”. 'Neshamàh' è usato nel senso di “qualcosa o qualcuno che respira” e come tale è sinonimo di 'nèfesh', “anima”.

Ma il senso è molto più ampio, in quanto non si tratta solo di immissione o emissione di aria ma di qualcosa associato ad una 'forza'. Infatti quando il primo mondo fù distrutto dal diluvio e perì ogni forma di vita umana e animale, viene detto in Gen. 7:22: “..tutto ciò in cui è attivo 'l'alito' [neshamàh] dello 'spirito' [ruàch] della vita, cioè tutto ciò che era sul suolo asciutto, morì...”. Così per interconnessione diretta il respiro o alito di vita [neshamàh] è direttamente correlato allo spirito di vita [ruàch].

Per fare un'iperbole facciamo un esempio: “ipotizziamo che l'automobile sia un'anima vivente.. il suo 'alito di vita' è la benzina e il suo 'spirito di vita' è l'ossigeno presente nell'aria. Senza quest'ultimo 'fondamentale' componente non ci sarebbe nessuna combustione, nessun movimento.. e l'auto semplicemente resterebbe inattiva”. Così nella stessa maniera uomini e animali hanno alito di vita [neshamàh] a seguito dell'attività dello spirito di vita [ruàch], divenendo a tutti gli effetti 'Anime Viventi' – [nèfesh chaiyàh, ebr.; psychè zòsan o psychè ton zòion, Gr.]

Lo spirito di vita è in greco il sostantivo 'pnèuma' [spirito] che deriva dal verbo 'pnèo' , che significa “respirare” o “soffiare”. Si ritiene che l'ebraico 'ruàch' derivi da una radice che ha lo stesso significato. Quindi 'ruàch' e 'pnèuma' significano fondamentalmente la stessa cosa [respiro, alito, soffio] ma sono usate anche in altri contesti.

Possono indicare il vento; la forza vitale delle creature fisiche viventi; lo spirito santo del Creatore; le creature non fisiche.

Tutti questi significati hanno una cosa in comune: si riferiscono sempre a ciò che è invisibile agli occhi umani ma viene rilevato e percepito come forza in movimento.

Questa forza invisibile è in grado di produrre effetti visibili.

Per esempio: “Il vento muove le foglie; il respiro di animali e uomini muove i loro toraci; lo spirito divino muove i pianeti e le galassie nelle loro orbite; le creature di natura extradimensionale [alieni; demòni] pro-muovono il male visibile nel mondo”.

Quindi l'interconnessione intrinseca e diretta tra anima [psychè] e spirito [pnèuma] dà vita all'anima vivente uomo e animale.

Ma mentre 'pnèuma' e 'ruàch' [spirito] sono principalmente usati per descrivere ciò che è spirito, energia, forza invisibile.. i termini 'psychè' e 'nèfesh' [anima] sono usati prettamente per ciò che è carnale, materiale, fisico, visibile. Una ulteriore conferma di questo la troviamo nell'uso che ne viene fatto in merito alla resurrezione degli Apostoli ad una vita immortale spirituale contrapponendo ciò che è fisico [psychikòn] a ciò che è spirituale [pneumatikòn]. Anche in una lettera di Giuda [non l'iscariota - ndr] scritta in greco del tempo si fa un paragone simile parlando di 'uomini animaleschi' [psychikòi, lett. Uomini (fisici),].. che non hanno spiritualità [pnèuma].

Riporto a questo punto anche quanto viene riportato nel sito mednat.org [che sicuramente non si può certo definire di parte – ndr]: “Ricordiamo per inciso, che la parola italiana ANIMA deriva da un suono antico composto: ANI+MA; queste 2 radici/parole/suoni, significano in fenicio-ebraico antico: ANI = IO (l’essere) e MA = MAteria Matriciale = l’Energia, la materia vivente.

Riguardo il termine ebraico Nefesh = Anima; la parola Nefesh ha comunque diversi significati, tra i quali anche Anima. In genere viene utilizzato per indicare: "essere vivente", "animale vivente", "vita" (sia umana che animale, con corpo fisico).

La doppia radice Fenicio, Aramaica, Ebraica, "Ani+Ma", divenne con il tempo la parola "anima" in italiano intesa a descrivere il significato dell'essere vivente fatto di spirito senza il fisico, perdendo quello originale con il significato della radice Ma, che è la radice della parola Ma-teria, Mater, Madre, Mare, ecc.

Qualcuno afferma (per tradizione) che questa parola derivi dalla forma femminile della radice indoeuropea “ane” suffissata (ane-mo); la radice 'ane' indica il “respirare”, questo significato si trova anche nelle radici della parola spirito, delle parole germaniche: ghost, geist, slave, duh, dusa, della parola greca 'pnèuma', dell'egiziano 'ka' ed anche dell'ebraico 'ruàch'.

Comunque da qualsiasi lingua od insieme di lingue, essa provenga, il significato non cambia, è sempre il respiro di un essere che vive e che è composto da materia e da spirito (la forza attiva in noi che ci fa respirare e vivere). L'anima e' cio che Vive, il Vivente: vegetale, animale e umano.

Noi NON abbiamo un'anima, NOI SIAMO un'anima, con corpi diversi (fisici e/o plasmatici) secondo la dimensione in cui viviamo.

Quindi la parola Anima significa semplicemente la coscienza di essere e vivere materializzato in un corpo fisico, ciò indica anche che l’anima non può essere e quindi 'vivere divisa' da un corpo fisico; essa è evidenziabile e viva solamente quando ha un corpo fisico, che può essere fatto attualmente come il nostro, oppure essere supportata con altri tipi di corpi fisici: plasmatici di energia pura, e/o di acqua, e/o di gas, e/o di solidi, ma e comunque l’in-form-azione e/o il pensiero, non può esistere senza un supporto...” [fisico o di altra natura – ndr].

Ma dal momento che alcuni filosofi pensavano che l'anima alla morte uscisse dal corpo, il termine 'psychè' è stato associato alla 'farfalla', creatura che subisce una metamorfosi trasformandosi da crisalide in creatura alata [Voc. Greco-Italiano L. Rocci, pp. 2060, 2061]. Dando così una forte connotazione 'simbolica' e poetica, associata ad un senso di leggerezza e bellezza, alla trasmigrazione dell'anima dal corpo.

Ecclesiaste 12:9 "prima che la polvere torni alla terra com'era prima, e lo spirito torni a Dio che l'ha dato".

Atti 7:59 "E lapidarono Stefano che invocava Yahushua e diceva: «Adony Yahushua, accogli il mio spirito»".

Mt 10:28 "E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima; temete piuttosto colui che può far perire l'anima e il corpo nella geenna".

Ezechiele 18:4 Ecco, tutte le anime sono mie; è mia tanto l'anima del padre quanto quella del figliuolo; l'anima che pecca sarà quella che morrà.

Tutto questo secondo il concetto fondamentalmente avuto dagli ebrei e i primi Apostoli si contrappone non solo con la tradizione filosofico-esoterico-religiosa pagana ma anche con la maggioranza delle moderne religioni che si dicono discendenti dei primi discepoli di Yahushua.





10 marzo 2022

PENTECOSTALI APOSTATI: LA FAKE DEI MIRACOLI DI GUARIGIONE E DELLA GLOSSOLALIA

 

falsità menzogne inganno bugie pentecostali

confessione di William (Bill) Davis


Non c'erano miracoli, nessun potere, nessun dono, nessuna guarigione, nient'altro che le buffonate teatrali e le delusioni degli uomini. Ciò che veniva rivendicato per il grande potere di Dio non era altro che clamore musicale ed emotività psicologicamente indotta.

Vorrei iniziare fornendo alcune informazioni di base sulle mie radici nel pentecostalismo. Credo sia importante che chiunque legga questo capisca che non sono una persona nuova al movimento pentecostale o carismatico. Le mie radici affondano profondamente nel pentecostalismo. Ero un pentecostale di terza generazione. I miei nonni materni erano pentecostali dei “vecchi tempi” e mio nonno era un predicatore pentecostale del vecchio stile. In effetti, ero un pentecostale prima che ci fosse qualcuno noto come "carismatico".

In realtà, ai vecchi tempi la maggior parte delle persone non si chiamava Pentecostali, si chiamava Santità o Pieno Vangelo. Non ricordo mai che mio padre si definisse un pentecostale. Diceva sempre di essere Santità. Questa è una delle ragioni per cui i pentecostali ai vecchi tempi venivano etichettati come “santi rotolanti”. Il punto che sto cercando di sottolineare è che non sono estraneo al pentecostalismo, alle sue dottrine, alla sua adorazione e alle sue esperienze. Né sono estraneo alle dottrine, al culto e alle esperienze carismatiche.

Sono stato nel pentecostalismo per oltre 50 anni della mia vita. Da ragazzo ricordo i vecchi giorni di riunione del campo, quando adoravamo sotto un tetto di lamiera e segatura su un pavimento di terra battuta. Le radici della mia famiglia erano originariamente nella denominazione Santità Congregazionale , un gruppo che si è separato dalla Santità Pentecostale. Sono cresciuto a Jacksonville, in Florida, una città abbastanza grande, dove puoi sempre trovare una varietà di chiese pentecostali da frequentare. Mentre frequentavo la Arlington Church of God all'età di vent'anni, credevo di essere stato “chiamato” al ministero e così ho iniziato a predicare. L'anno dopo mi sposai. Col tempo, mia moglie ed io alla fine siamo finiti nelle Assemblee di Dio, dove sono stato un predicatore autorizzato per 27 anni.

Ci sono quelli che potrebbero speculare su cosa mi ha fatto cambiare idea sull'essere un pentecostale. Qualcuno mi ha dissuaso? Ho letto il libro di qualcuno? Quello che è successo? Direi che è stato un viaggio. Anche se ero stato esposto e avevo appreso molti metodi e punti di vista errati dell'interpretazione biblica (ermeneutica), sapevo, credevo e capivo che la Bibbia era/è la parola di Dio e che dovevamo leggerla e seguirla. Da tempo avevo riconosciuto alcuni problemi e incoerenze all'interno della chiesa pentecostale. All'inizio erano difficili da superare. Ma col passare del tempo, avrei scoperto frammenti di verità. Il problema era che ancora non riuscivo a mettere tutto insieme. Non sono riuscito a ottenere il quadro completo.

Durante i miei oltre 50 anni come pentecostale, sono stato coinvolto in innumerevoli influenze pentecostali e carismatiche. Sarebbe giusto dire che ho partecipato a centinaia di vari incontri o raduni in una forma o nell'altra. Ho partecipato a diversi incontri che coinvolgevano il “Movimento Profetico”. In una conferenza ci è stato insegnato come profetizzare alle persone. Lo chiamano essere "attivato". Mia moglie ed io abbiamo fatto due viaggi a Toronto per le conferenze "Catch The Fire". È qui che ha avuto luogo la famosa "Benedizione di Toronto".

Abbiamo trascorso cinque mesi partecipando al “Brownsville Revival”. Quando dico cinque mesi, intendo dire che non ci siamo persi un servizio a meno che non avessimo un servizio nella nostra chiesa. Eravamo lì notte dopo notte, spesso a volte non partivamo fino a mezzanotte o più tardi. Durante quel periodo ho anche fatto parte del gruppo di preghiera di Brownsville. Poco tempo dopo questo periodo di cinque mesi a Brownsville, anche noi abbiamo iniziato a tenere servizi simili nella nostra chiesa. Questi incontri durarono un anno intero. Vari oratori carismatici sono venuti e hanno tenuto riunioni, pregando e profetizzando sulle persone notte dopo notte, settimana dopo settimana. Inizialmente abbiamo iniziato questi incontri con una donna che sosteneva di avere un dono di guarigione oltre ad essere una predicatrice, insegnante e profetessa. Ho scoperto in seguito che in realtà credeva di essere un'apostola. I nostri servizi con lei sono durati circa tre mesi. Venne una varietà di oratori, ognuno dei quali affermava di avere il proprio “dono” o “vocazione” unici. Quando non avevamo oratori speciali, io e mia moglie conducevamo noi stessi le riunioni. Durante questo periodo si pregava per molte persone, si profetizzava, si affermava di vedere visioni e angeli, giacevano sul pavimento, parlavano in "lingue", si scuotevano, vibravano, ridevano, piangevano, si lamentavano, emettevano versi di animali e, naturalmente, sostenevano essere guarito. Tuttavia, dopo un anno di questo la nostra chiesa non stava meglio di prima. Dopo tutte le affermazioni di guarigioni, salvazioni e miracoli, nessuno era diverso. 

Dopo le decine di persone che hanno partecipato e il nostro edificio gremito notte dopo notte, la nostra partecipazione è diminuita e le nostre finanze si sono esaurite. A questo punto, io e mia moglie ci siamo sentiti impoveriti. Avevamo messo i nostri cuori e le nostre anime in questi sforzi perché credevamo che fosse approvato da Dio; e chi non vuole sperimentare la stessa potenza e i miracoli di cui leggiamo nel Nuovo Testamento? Non posso dirti quante ore abbiamo trascorso in preghiera o il numero di pasti che abbiamo digiunato, tutto perché non volevamo altro che Dio. Ma dopo tutto questo, non era Dio quello che vedevamo, era l'uomo. Da Toronto, a Brownsville, a Cottage Hill, e molti altri posti che potrei nominare, non c'erano miracoli, nessun potere, nessun dono, nessuna guarigione, nient'altro che le buffonate teatrali e le delusioni degli uomini. Ciò che veniva rivendicato per il grande potere di Dio non era altro che clamore musicale ed emotività psicologicamente indotta. e chi non vuole sperimentare la stessa potenza e i miracoli di cui leggiamo nel Nuovo Testamento?

Col tempo, mentre riflettevo negli ultimi due anni e poi in tutti gli anni in cui ero stato nel pentecostalismo, lentamente ho cominciato a rendermi conto che ero in errore. Ho cominciato a vedere quanto fossi ingannato. Poi una notte è successo qualcosa che mi ha fatto cambiare completamente rotta. Tenevo una Bibbia accanto al letto e di solito leggevo qualche versetto prima di andare a dormire. Mentre stavo leggendo, sono arrivato a Giovanni 3:5 dove dice: "Gesù rispose: In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio". La frase "nato dall'acqua" mi ha colpito. In passato avevo sempre riletto queste parole, scartandole mentalmente sulla base di ciò che avevo sentito o mi era stato insegnato. L'insegnamento di solito diceva qualcosa del tipo: la parola 'acqua' qui in realtà non significa acqua. Per qualche ragione acqua significava sempre qualcosa di diverso dall'ovvio. Quella sera ho finalmente deciso di accettare ciò che ho letto nella Bibbia come se fosse scritto. Accettai il semplice fatto che Gesù disse ciò che intendeva e intendeva ciò che disse. Mi sono reso conto che non c'era nulla nel contesto che suggerisse che la parola acqua fosse tutt'altro che acqua. Non c'era motivo di credere che Gesù intendesse qualcosa di diverso da quello che disse. Era anche ovvio che nascere dall'acqua si riferiva al battesimo in acqua. Ho scoperto che questo potrebbe essere confermato da altri riferimenti del Nuovo Testamento come Marco 16:16, Atti 2: 38, Atti 22:16, Galati 3:27, Romani 6:3-6,17-18 e 1 Pietro 3:21. Da quel momento in poi sapevo che dovevo trovare un popolo che insegnasse la Bibbia proprio come è scritta senza aggiunte religiose fatte dall'uomo.

Una persona deve essere realista quando si tratta della Bibbia. Finché le persone continuano a scusarsi per i difetti e le inesattezze delle loro rispettive denominazioni, non arriveranno mai alla conoscenza della verità. Dobbiamo essere onesti come studenti della Scrittura. In caso contrario, le discrepanze religiose che vediamo svaniranno nella nebbia di scuse deboli e spiegazioni malsane da parte di falsi maestri.

Qualche tempo dopo, dopo essere venuto alla chiesa del Signore, ho scoperto un detto che era stato coniato generazioni fa: "Solo la Bibbia, fa i cristiani". C'è una cosa certa, se segui esattamente quello che il Nuovo Testamento dice che senza l'input di alcuna fonte religiosa esterna, finirai per essere semplicemente un cristiano - niente di più e niente di meno. Non puoi seguire rigorosamente l'insegnamento del Nuovo Testamento e finire per essere in una denominazione perché sono tutte creazioni di uomini. 

Vi prego di capire che quello che ho da dire non è inteso come un attacco alle persone. Ci sono molte anime sincere e fuorviate nei ranghi pentecostali e carismatici. Lo so perché ero uno di loro. Tuttavia, attaccherò le bugie e le eresie degli uomini. Le false dottrine dovrebbero sempre essere smascherate. Dobbiamo essere disposti a lottare seriamente per la fede che è stata trasmessa una volta per tutte ai santi (Giuda 3).


IL PENTECOSTALISMO INSEGNA UNA FALSA DOTTRINA

Nel corso degli anni ho visto come la Scrittura fosse spesso fraintesa, estrapolata dal contesto e applicata erroneamente. Come pentecostale, ho notato come enfatizzavamo molto alcuni passaggi e ne ignoravamo completamente altri. Alcuni versetti sembravano avere una grande autorità mentre altri erano insignificanti.


IL PENTECOSTALISMO INSEGNA UNA FALSA DOTTRINA RIGUARDANTE IL DONO DELLE LINGUE

I pentecostali non riescono ad accettare che il parlare in lingue del Nuovo Testamento fosse un linguaggio comprensibile. Atti 2 descrive ciò che accadde il giorno di Pentecoste. "E furono tutti ripieni di spirito santo e cominciarono a parlare altre lingue, come lo spirito dava loro di esprimersi" (Atti 2:4).

Non c'è nulla in Atti 2 che indichi che parlavano un linguaggio incomprensibile o glossolalia come lo chiamano loro. La parola lingue in questo passaggio indica implicitamente una lingua. La parola espressione significa enunciare chiaramente, cioè dichiarare: dire, parlare.

Il contesto continuo rivela che si parlavano lingue comprensibili. Atti 2:6-11: "Ora, quando questo si diceva in giro, la moltitudine si radunò e fu confusa, perchè ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. E tutti erano stupiti e meravigliati, dicendo l'un l'altro: Ecco, tutti questi che parlano non sono galilei? E come mai ascoltiamo ogni uomo nella nostra lingua, in cui siamo nati? i Parti, i Medi, gli Elamiti e gli abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia intorno a Cirene e gli stranieri di Roma, Giudei e proseliti, cretesi e arabi, li sentiamo parlare nelle nostre lingue le meravigliose opere di Dio”.

La parola lingua nel versetto 6 e la parola lingua nel versetto 8 è la parola greca 'dialektos' che significa un discorso, cioè un dialetto; o una lingua. Possiamo vedere dal greco e dal contesto che queste erano lingue conosciute, umane.

Tuttavia, in ogni punto del Nuovo Testamento in cui vengono menzionate le lingue, i pentecostali sostengono ancora l'idea che si tratti di una lingua incomprensibile, qualcosa di misterioso. Il modo in cui i pentecostali o i carismatici arrivano a questa conclusione si basa su un fraintendimento di 1 Corinzi 14. Fraintendono il significato di Paolo di "lingua sconosciuta". Credono che il significato di "lingua sconosciuta" sia qualcosa di diverso dalle lingue parlate in Atti capitolo due. Credono che sia qualcosa di misterioso e incomprensibile. Non riescono a riconoscere che la parola "sconosciuto" non è nel testo greco e la parola "lingua" è la stessa parola greca di Atti capitolo due.

Va ricordato che il dono miracoloso del parlare in lingue era che un uomo poteva parlare in una lingua che non aveva mai studiato o imparato. Tuttavia, era ancora una lingua comprensibile perché quelli tra il pubblico che parlavano quella lingua potevano facilmente capire quello che diceva. Ciò che è sorprendente per me è il fatto che i missionari pentecostali e carismatici, senza eccezione, frequentano tutti una scuola di lingue o lavorano attraverso un interprete quando vanno in un paese straniero, affermando continuamente di avere il dono delle lingue del Nuovo Testamento!

Quando lo riassumiamo, si conclude facilmente che il pentecostalismo commette tre errori riguardo al parlare in lingue:

1) Il pentecostalismo ignora la legge della "prima menzione". Ciò significa semplicemente che una volta che qualcosa è inizialmente stabilito come una certa cosa o modo, non c'è motivo di credere che cambi e diventi qualcosa di diverso a meno che il contesto non lo riveli diverso.

2) Il pentecostalismo non riesce a comprendere il significato di "lingua sconosciuta" in 1 Corinzi 14. Forza un'interpretazione del testo che è incoerente con Atti capitolo due e con l'intero Nuovo Testamento. La parola "lingua" in 1 Corinzi 14 è la stessa parola greca ( glossa ) di Atti 2:4.

3) Il pentecostalismo non riesce a comprendere il contesto di 1 Corinzi 14. Paolo non sta lodando i Corinzi per il loro uso delle lingue, sta correggendo il loro uso delle lingue. Fondamentalmente sta dicendo: "Hai sbagliato tutto". Le lingue non sono per uso personale o soddisfazione personale”. Quando nessuno era presente per interpretare affinché gli altri capissero, dovevano rimanere in silenzio (1 Corinzi 14:27-28).


IL PENTECOSTALISMO IGNORA IL PRINCIPIO DI "ORDINE" IN UN SERVIZIO DI CULTO

Crescendo nella chiesa pentecostale, ho visto che il caos e la confusione erano incoraggiati con entusiasmo nell'adorazione. Questo disordine non solo era incoraggiato, ma era il metro con cui veniva giudicato un servizio di culto. Tutti sono stati incoraggiati a parlare in lingue - tutti allo stesso tempo! Questo era ed è considerato un apice spirituale in un servizio di culto; segno di spiritualità.

Tuttavia, 1 Corinzi 12 chiarisce il fatto che non tutti avrebbero avuto il dono delle lingue. Quando Paolo comincia ad enumerare i doni, esordisce dicendo: "a uno è dato..." (v.8) per indicare che non tutti avrebbero quel rispettivo dono. Né tutti nella chiesa avrebbero alcun dono spirituale. Paolo ha continuato a chiarire questo nei versetti conclusivi del capitolo 12 dove ha posto domande retoriche. Hanno tutti i doni della guarigione? parlano tutti in lingue? tutti interpretano? (1 Cor. 12:30)? La risposta ovvia a queste domande è negativa.

Ogni discepolo ai tempi del Nuovo Testamento non aveva il dono delle lingue. Tuttavia, quando si parlavano lingue e lingue, doveva esserci un ordine adeguato al loro funzionamento. Se qualcuno parla in una lingua sconosciuta , lascia che siano in due, o al massimo in tre (uno dopo l'altro in ordine), e naturalmente; lasciate interpretare. Ma se non c'è l'interprete, tacciano in chiesa; parlino a se stessi e a Dio» (1 Cor 14,27-28). Dovevano fare a turno quando parlavano, con non più di due o tre che facevano il loro turno. Ci deve essere anche qualcuno che interpreti in modo che tutti nel pubblico possano capire cosa è stato detto.

L'idea nel culto pentecostale era che più persone parlavano in lingue allo stesso tempo, più spirituale era la tua chiesa - maggiore era il movimento dello Spirito. Ma questo concetto non è mai insegnato nel Nuovo Testamento. Nota cosa dice Paolo; "Poiché Dio non è autore di confusione, ma di pace, come in tutte le chiese dei santi" (1 Cor 14,33). E poi in 1 Cor. 14:40, "Ogni cosa sia fatta con decoro e con ordine".

Lo spirito santo non viene per dare un'esperienza emotiva. Non è venuto per eccitare, stimolare o far agitare, saltare o girare in modo incontrollabile.


IL PENTECOSTALISMO DONA UN'IMPORTANZA PRIMARIA ALL'ESPERIENZA

La Bibbia ha un posto secondario con i pentecostali rispetto all'esperienza. Ciò non significa che non pretendano di amare e onorare la Parola di Dio. Loro fanno. Tuttavia, mostrano costantemente con le loro azioni che l'esperienza è molto più importante di ciò che dice la Scrittura.

Il pentecostalismo consiste nel sentirsi bene. I carismatici parlano di celebrare dove si tratta del culto. Vogliono tutti uno sballo emotivo quando si riuniscono per il culto. Credono che queste emozioni positive siano un indicatore della presenza di Dio e che la presenza abbia la priorità su ciò che è scritto.

Ascoltate cosa uno dei leader nelle Assemblee di Dio. George O. Wood scrive: “Come pentecostali, ci avviciniamo intuitivamente al testo biblico in un modo diverso dalla maggior parte dei nostri fratelli evangelici e sì, sorelle. Consideriamo l'elemento dell'esperienza come una lente attraverso la quale guardiamo alla Scrittura." 

Il problema è che porta al soggettivismo. Quando l'esperienza è la tua massima priorità, la verità diventa soggettiva, la Scrittura viene ignorata.

Steve Hill del Brownsville Revival pentecostale ha detto: "In questi ultimi giorni predicare e semplicemente insegnare la parola non è più sufficiente, lo spirito deve essere coinvolto, attraverso segni e prodigi a causa di molti peccati che abbondano". (Brownsville, 12/12)

John Wimber del movimento Vineyard ha dichiarato: “Non c'è nulla nella Scrittura che supporti questo tipo di fenomeni che io possa vedere, e non riesco a pensare a nulla durante l'epoca della chiesa che possa farlo. ... Quindi non mi sento in obbligo di cercare di spiegarlo. Sono solo fenomeni. Sono solo persone che rispondono a Dio". (Holy Laughter, Albert James Dager, 1996). È interessante che Wimber ammetta apertamente che i fenomeni carismatici che si stavano verificando (come a Toronto) non avevano autorità biblica o precedenti storici.

Durante i risvegli di Toronto e Brownsville non era raro sentire molti dirigenti e insegnanti fare la dichiarazione: "Dio offenderà la tua mente per rivelare il tuo cuore". Dal momento che non potevano giustificare ciò che stava accadendo in quegli incontri dalla Scrittura, sentivano che questa affermazione dava approvazione ai fenomeni. Quindi, anche se lo negano, i pentecostali ignorano apertamente le Scritture e fanno appello ai sentimenti o all'esperienza come loro ultima fonte di verità. Diventa evidente che andare dietro all'emotività porta le persone al fanatismo.

I pentecostali credono erroneamente che il loro precedente per l'emotività sia stato stabilito nel giorno di Pentecoste. Credono che l'effusione dello Spirito Santo a Pentecoste sia stata più un'esperienza emotiva che altro. Inciampano nella semplice verità che gli apostoli parlavano lingue straniere per opera dello spirito santo per comunicare la meravigliosa verità di Dio (Atti 2:11). Il contesto del secondo capitolo di Atti non rivela mai che lo spirito santo sia venuto come un'esperienza emotiva come vediamo oggi accadere tra i pentecostali. L'emotività non era lo scopo della venuta dello spirito. Non c'è niente di bizzarro che accade in Atti due o in qualsiasi altro posto nel Nuovo Testamento. Lo spirito santo non è venuto per eccitare nessuno. Non è venuto per stimolare nessuno. Non è venuto per far agitare, dimenare o girare su se stessi in modo incontrollabile.

Potresti chiedere allora: da dove prendono questa idea i pentecostali? Seguono ciò che è stato detto da alcuni che hanno osservato gli apostoli parlare in lingue che ovviamente non avevano creduto e tantomeno imparato. Atti 2:13 dice: "Altri dicevano beffardi: Questi uomini sono pieni di vino". Da questa semplice affermazione è stata costruita un'intera filosofia teologica. Usano questa affermazione per incoraggiare tutti i tipi di comportamento strano e bizzarro durante il culto, fino al punto in cui le persone emettono versi di animali mentre entrano in uno stato di trance. Spesso vengono fatte affermazioni del tipo: "Siamo ubriachi nello Spirito". Oppure: "Questo è il vino nuovo". Rodney Howard-Browne spesso incoraggia un comportamento impertinente, e sciocco dicendo "Questo è Joel's Bar... a pancia in su al bar"

Notate cosa dice l'apostolo Pietro mentre mette le cose in chiaro. "Poiché costoro non sono ubriachi, come voi supponete, poiché è solo la terza ora del giorno" (Atti 2:15). Pietro nega con enfasi la loro presa in giro. Ma i pentecostali sono stati portati a credere il contrario. Credono che gli apostoli fossero ubriachi, - cadendo in terra. Purtroppo, insegnano che questo è ciò che lo spirito santo fa alle persone. Se gli apostoli fossero stati ubriachi, Pietro lo avrebbe ammesso. Avrebbe fatto notare che gli apostoli sono stati inebriati dallo Spirito e non dal vino.

Non possiamo più prendere come fatto ciò che gli estranei (nemici degli Apostoli) hanno detto nel Giorno di Pentecoste, così come non possiamo prendere come verità ciò che i nemici del Messia hanno detto di Lui (cfr. Luca 7:33-34). Se lo facessimo, dovremmo credere che Gesù fosse un mangione e un beone. Una corretta ermeneutica è la chiave per comprendere la Bibbia.


IL PENTECOSTALISMO INSEGNA UNA FALSA DOTTRINA SUL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA

Le chiese pentecostali e carismatiche credono nelle donne pastore e insegnanti su intere congregazioni. Credono che la profezia di Gioele citata da Pietro in Atti due dia loro la licenza di cui hanno bisogno. Atti 2:16-18, “Ma questo è ciò che fu detto dal profeta Gioele; E avverrà negli ultimi giorni, dice Dio, che io spanderò del mio spirito su ogni carne: e i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, e i vostri giovani avranno visioni, e i vostri vecchi sogneranno sogni: E sui miei servi e sulle mie ancelle effonderò in quei giorni il mio spirito; ed essi profetizzeranno". Credono che quando il testo dice "figlie" e "ancelle" profetizzerebbe, e giustificherebbe le donne come pastori, come anziane, ecc. Questo, ovviamente, è un grossolano fraintendimento del testo.

Il significato dell'effusione dello Spirito di Dio su ogni carne è che il Vangelo doveva andare a tutta l'umanità proprio come disse Gesù nel grande mandato (Marco 16:15-16). La profezia (insegnamento ispirato) era uno dei doni spirituali durante il primo secolo (cfr. 1 Cor 12,8-10); ma, una volta servito il suo scopo (data la parola scritta ispirata, completa, perfetta, consegnata), non era/è più in funzione - cessò (cfr. 1 Cor. 13:8-10). Tuttavia, anche durante i tempi del Nuovo Testamento, quando venivano esercitati i doni spirituali, le donne non assumevano mai la posizione di predicatore o insegnante in una congregazione. Non c'è nulla nella profezia di Gioele che indichi che una donna possa servire come anziana o essere messa a capo di una congregazione. Non c'è niente da nessuna parte nel Nuovo Testamento che suggerisca che le donne possano servire nell'anziano o nella guida della chiesa. In realtà, è vero il contrario. Paolo scrivendo a Timoteo disse: "Che la donna impari in silenzio con ogni soggezione. Ma non permetto alla donna di insegnare, né di usurpare il potere sull'uomo, ma di tacere” (1 Tim. 2:11-12).

Quando eravamo a Panama City, un giorno un mio amico predicatore mi chiamò e mi chiese di questo versetto di Timoteo. Voleva sapere cosa pensavo volesse dire. Feci una pausa per un momento e dissi: Probabilmente significa quello che dice. Non era molto contento di quella risposta perchè sua moglie teneva il corso biblico per adulti nella sua chiesa. In effetti, ha rifiutato completamente quel significato del passaggio perché non era quello che voleva che significasse. Ma la Scrittura è chiara su questo argomento. Notate cosa disse Paolo in 1 Cor. 14:34, "Lasciate che le vostre donne tacciano nelle chiese: perchè non è loro permesso di parlare; ma è comandato loro di essere sottomessi, come dice anche la legge".

Alcuni pentecostali sostengono che Paolo avesse a che fare con una questione culturale che non ha alcuna relazione con la società odierna quando diede questo divieto. Naturalmente, fare una tale ipotesi significa giocare a sproposito con l'integrità del testo. In realtà, i postmodernisti usano questo stratagemma su qualsiasi testo biblico che desiderano cambiare.


IL PENTECOSTALISMO INSEGNA UNA FALSA DOTTRINA RIGUARDANTE LA SALVEZZA

Insegnano un piano incompleto di Salvezza. È una combinazione di "basta credere" o "pentiti e credi" o "prega la preghiera del peccatore e chiedi a Gesù di entrare nel tuo cuore".

Tuttavia, ai vecchi tempi, i pentecostali non credevano nella preghiera del peccatore. I vecchi pentecostali provenivano dal primo movimento di santità, quindi credevano nel banco delle persone in lutto. Credevano che dovessi scendere all'altare e "pregare" per la salvezza. Fondamentalmente, hai "pregato" per tutto; salvezza, santificazione, il battesimo nello spirito santo, ecc. Una persona "pregava" finché non si sentiva come se Dio l'avesse salvata. Ma a causa dell'afflusso di varie denominazioni attraverso il movimento carismatico, i pentecostali hanno ora adottato lo stile più comune o popolare.

Il sito Web delle Assemblee di Dio afferma riguardo alla salvezza: "NOI CREDIAMO...Ogni persona può avere una comunione restaurata con Dio attraverso la 'Salvezza' (confidando che Cristo, attraverso la fede e il pentimento, sia il nostro Salvatore personale)." [1 di 4 dottrine cardinali delle Assemblee di Dio]

La International Pentecostal Holiness Church nella sua dichiarazione dottrinale afferma: "Noi crediamo, insegniamo e sosteniamo fermamente la dottrina scritturale della giustificazione per sola fede (Romani 5:1)."

Com'è possibile che entrambe queste denominazioni rivendichino la presenza personale dello spirito santo e la Sua guida eppure non sono d'accordo tra loro? E com'è che lo spirito santo ha ispirato Giacomo a dire: "Vedete dunque come l' uomo è giustificato per le opere, e non solo per fede" (Giacomo 2:24)? Tuttavia, la santità pentecostale afferma che una persona è giustificata solo per fede. Ovviamente, entrambi non possono essere ispirati dallo spirito santo. Non possono avere ragione entrambi. Lo spirito santo non ha ispirato Giacomo a dire una cosa e le Assemblee di Dio e la Santità Pentecostale qualcos'altro! Trattano lo spirito santo come se avesse l'Alzheimer!

Le chiese confessionali si fanno beffe di Dio nelle loro affermazioni dottrinali.


IL PENTECOSTALISMO INSEGNA UNA FALSA DOTTRINA RIGUARDANTE LA GUARIGIONE DIVINA E MIRACOLICA

Sono confusi sullo scopo dei miracoli. Lo scopo dei miracoli non era quello di rendere le nostre vite migliori o libere da preoccupazioni. In questo mondo, un cristiano vive una vita normale proprio come chiunque altro. Quando alle persone viene insegnato che possono avere un miracolo e questo non accade, spesso si arrabbiano e si amareggiano contro Dio. Predicatori sgargianti promettono costantemente alla gente salute e ricchezza. Senza dubbio, tutti questi predicatori si arricchiscono grazie alle donazioni dei loro seguaci e di conseguenza ricevono cure mediche di qualità dai migliori medici! Questi insegnanti fanno affermazioni e promesse stravaganti che non sono né sostenute dalla Scrittura né comprovate dai fatti.

In uno sciocco tentativo di cercare di promuovere i miracoli dei giorni nostri, un personaggio famoso scrisse un libro intitolato "Un miracolo al giorno toglie il diavolo di torno". Tuttavia, ciò che molte persone chiamano miracolo non è altro che qualcosa di buono che accade o le cose vanno per il verso giusto. È questo tipo di assurdità che fa sì che un mondo non salvato si faccia beffe della Bibbia e si faccia beffe dell'esistenza di Dio.

Lo studioso serio della Scrittura scoprirà che i miracoli non sono avvenuti sempre nel corso dei secoli. Hanno sempre avuto un funzionamento limitato. Non venivano distribuiti come caramelle alla festa di compleanno di un bambino ogni volta che qualcuno aveva la tosse o un'emicrania. Gesù illustra questo fatto in Luca 4:25-27 quando disse: "Ma io vi dico in verità che c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi, quando gran la carestia era in tutto il paese; Ma a nessuno di loro fu inviato Elia, se non a Sarepta, città di Sidone, a una donna che era vedova. E molti lebbrosi erano in Israele al tempo del profeta Eliseo; e nessuno di loro fu purificato, salvo Naaman il Siro». Jim Sheerer afferma di questi passaggi; Gesù usa due storie per dimostrare che Dio è sempre stato selettivo con i suoi miracoli. I miracoli non dovevano divertire le persone, ma dovevano confermare i profeti di Dio e promuovere il piano di salvezza di Dio. (Sheerer Commentary on the New Testament)

Un attento studio delle Scritture rivela che i doni miracolosi furono dati per servire allo scopo di confermare la Parola di Dio. Anche ai giorni di Mosè, i miracoli compiuti confermavano ciò che il profeta aveva detto e il proposito di Dio per la nazione israelita. Ai giorni del Messia, i miracoli confermavano il Suo ministero e il Suo ruolo di Messia. Gesù sfidò i Giudei non credenti a esaminare i Suoi miracoli quando disse: "Ma io ho una testimonianza più grande di quella di Giovanni: perché le opere che il Padre mi ha dato da compiere, le stesse opere che io faccio, testimoniano di me, che il Padre mi ha mandato” (Giovanni 5:36). Gesù non gira intorno al cespuglio. Attira la loro attenzione sulle opere che aveva eseguito senza esitazione. Dichiara chiaramente il loro scopo dicendo: "le... opere... testimoniano di me".

Nel Vangelo di Giovanni, Gesù dice agli ebrei che se non avessero creduto alle sue parole che era il Figlio di Dio, avrebbero dovuto credere in lui a causa dei suoi miracoli. "Se non compio le opere di mio Padre, non credetemi. Ma se lo faccio, anche se non credete a me, credete alle opere: affinché sappiate e crediate che il Padre è in me e io in lui” (Giovanni 10:37-38). I suoi miracoli erano la prova che stava dicendo la verità.

Gesù indicò ai discepoli le Sue opere come prova della Sua missione divina quando disse: "Credetemi che io sono nel Padre e il Padre è in me; oppure credetemi per amore delle stesse opere" (Giovanni 14:11 ). Le opere di Cristo erano la conferma che Egli era il Messia (Giovanni 20:30-31).

I miracoli servivano anche allo scopo di confermare il Vangelo dopo l'ascensione di Cristo. Gli apostoli dovevano continuare nel ministero di Cristo allo scopo di fondare la chiesa. Come disse loro Gesù: In verità, in verità vi dico: chi crede in me, farà anch'egli le opere che io faccio; e opere più grandi di queste farà; perché vado al Padre mio” (Giovanni 14:12). Queste opere miracolose avevano lo scopo di confermare il loro apostolato e che le parole che pronunciavano provenivano da Dio. Notate cosa dice la Scrittura: "Ed essi partirono e predicarono dappertutto, operando con loro il Signore e confermando la parola con i segni che li seguivano" (Mc 16,20). "Come scamperemo, se trascuriamo una così grande salvezza; che all'inizio cominciò ad essere pronunciata dal Signore, e ci fu confermata da coloro che lo udirono; Dio inoltre rendeva loro testimonianza, sia con segni e prodigi, sia con diversi miracoli e doni dello spirito santo, secondo la sua volontà” (Eb 2,3-4)?

Paolo fa riferimento alla speciale abilità dell'apostolo nei miracoli dicendo: "Veramente i segni dell'apostolo sono stati compiuti in mezzo a voi con ogni pazienza, con segni, prodigi e potenti azioni" (2 Corinzi 12:12). .

Una volta che le Scritture furono complete (cioè, non c'era più rivelazione divina da dare), i miracoli cessarono (1 Corinzi 13:8-10; Giuda 3). I pentecostali non comprendono lo scopo dei miracoli e questa mancanza di comprensione porta a confusione e frustrazione.

Ma notate la dichiarazione dottrinale ufficiale delle Assemblee di Dio: “La guarigione divina è parte integrante del Vangelo. La liberazione dalla malattia è prevista nell'espiazione ed è privilegio di tutti i credenti".

Secondo il dizionario, la parola integrale significa, necessario: essere una parte essenziale di qualcosa o una qualsiasi delle parti che compongono un tutto. I sinonimi sono: essenziale, vitale, basilare, fondamentale, centrale. (Encarta: World English Dictionary & (P) 1998-2004 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati)

Secondo la loro dichiarazione dottrinale, ricevere la guarigione divina non dovrebbe essere più difficile che diventare cristiani. Ma, se la guarigione divina è un tale privilegio e prontamente disponibile, allora perché non sta accadendo tra i loro membri? Perché i pentecostali corrono dal medico al primo segno di malattia proprio come tutti gli altri? Perché così tanti pentecostali prendono farmaci da prescrizione proprio come tutti gli altri? Perché i pentecostali si sottopongono a interventi chirurgici e ad altri costosi trattamenti medici proprio come tutti gli altri, se la guarigione divina e miracolosa è un loro privilegio come insegnano?

La logica esige che se insegni che la guarigione divina è per oggi, allora deve necessariamente aver luogo. Notate cosa mostra la Bibbia quando Pietro e Giovanni si presentarono davanti al concilio: “Se oggi veniamo esaminati della buona azione fatta all'uomo impotente, in che modo è guarito; Sia noto a voi tutti e a tutto il popolo d'Israele che nel nome di Gesù Cristo, che voi avete crocifisso, che Dio ha risuscitato dai morti, per mezzo di lui quest'uomo sta qui davanti a voi tutti intero. ... E vedendo l'uomo che era stato guarito in piedi con loro, non potevano dir nulla contro di esso" (Atti 4:9-10,14). Gli Apostoli ebbero la prova della potenza operatrice di miracoli di Dio. Non stavano solo affermando qualcosa che non era mai accaduto o che non poteva essere provato. L'uomo era veramente guarito e stava lì davanti agli occhi di tutti. Questo fu un adempimento di Marco 16:20.

I pentecostali insegnano che la guarigione divina fa parte dell'espiazione tanto quanto il perdono dei peccati. Ma non è possibile eseguire il backup di nulla di tutto ciò. Nessuno da nessuna parte lo vede accadere. Ci sono molte affermazioni di guarigioni miracolose e divine in atto, ma non possono essere né viste né comprovate. Ci sono molte persone che affermano di essere guarite da qualcosa di interno, qualcosa di invisibile. Anche allora, la maggior parte di questi (se non tutti) riceve qualche tipo di assistenza o trattamento medico.

Nelle chiese in cui sono stato, c'erano persone che andavano sempre dai dottori, ma quando miglioravano, tutti rivendicavano la guarigione divina. Questa non è una guarigione miracolosa divina. Tre interventi chirurgici e otto prescrizioni dopo non è guarigione divina! Non è niente di straordinario. Amico, ho trascorso più di 50 anni nel pentecostalismo e non ho mai visto un vero miracolo! Poco prima di lasciare la chiesa pentecostale sono andato a visitare e pregare per una donna anziana che aveva circa 80 anni. Mi ha detto: "Sai fratello. Davis, dopo tutti questi anni non ho mai visto un miracolo!" Probabilmente era stata nel pentecostalismo più a lungo di me, ma in un momento di onestà , mentre lottava con la sua debolezza fisica e la sua malattia, dovette ammettere l'assenza di "guarigioni miracolose" nella chiesa pentecostale.

I doni miracolosi sono stati eliminati perchè il canone della Scrittura ha raggiunto la perfezione - il completamento (1 Cor. 13:8-10). Non sono più necessari.


IL PENTECOSTALISMO È UNA CREAZIONE DELL'UOMO

Gli stessi pentecostali ammettono che i suoi inizi furono in America verso la fine del XX secolo. La Oral Roberts University fa questa affermazione: “Il movimento pentecostale è di gran lunga il più grande e importante movimento religioso nato negli Stati Uniti. A partire dal 1901 con solo una manciata di studenti in una scuola biblica a Topeka, Kansas, il numero di pentecostali è aumentato costantemente in tutto il mondo durante il ventesimo secolo fino a quando nel 1993 sono diventati la più grande famiglia di protestanti del mondo. 

La dichiarazione ufficiale delle Assemblee di Dio afferma che "l'inizio del moderno risveglio pentecostale" è generalmente ricondotto a un incontro di preghiera al Bethel Bible College di Topeka, Kansas, il 1° gennaio 1901". 

Il punto è questo: questi gruppi sono stati chiaramente fondati da uomini in America durante la prima parte del ventesimo secolo. Questo li rende quasi millenovecento anni troppo tardi per essere la chiesa del Signore (Matteo 16:18). E, anche se possono tentare di rivendicare la relazione con i discepoli in Atti capitolo due, non funziona. Nessun discepolo nel libro degli Atti o durante il primo secolo si è mai definito pentecostale. Di fatto, nessuno nella storia della chiesa apostolare si è mai definito pentecostale. Il vero termine Pentecostale deriva da Pentecoste, il nome greco della festa ebraica delle settimane. Commemora l'anniversario del giorno in cui Dio diede la Torah all'intera nazione di Israele riunita sul Monte Sinai. I veri cristiani non cercano di identificarsi con le feste ebraiche, si identificano con Cristo.

Mentre ero ancora un pentecostale, ricordo di aver sentito un amico predicatore emozionarsi all'idea di essere un pentecostale e di come dovremmo comportarci come pentecostali. Mentre sedevo lì, la mia mente iniziò a riflettere sul libro degli Atti e su come nessuno nella chiesa primitiva si riferisse mai a se stesso come pentecostale e su come nessuno fosse mai chiamato pentecostale. Ho pensato: perchè ci chiamiamo con qualcosa di diverso dai discepoli del primo secolo? E poi ho capito che se ci chiamiamo con qualcosa di diverso, deve essere perchè siamo qualcosa di diverso da quello che erano loro. Amici miei, non voglio essere qualcosa di diverso da quello che erano i primi discepoli. Non voglio far parte di qualche moderno miscuglio dell'uomo. Voglio solo essere un discepolo!